Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <234>
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234 Stefania Madiate
cittadino italiano iMHI La Gentili lo dice: Innamoratissimo dell'Italia di cui fece la patria prediletta, fino a farsi cattolico per acquistarne la cittadinan­za . Queste affermazioni, di cui nei testi non è riportata la fonte, suscitano diverse perplessità. E chiaro che, non volendosi giuridicamente occupare del problema, gli autori intendono dire che, dopo il matrimonio con la Florenzi nel 1836, legò i suoi interessi pubblici e privati alla Penisola. Probabilmente la generica espressione italiana va riferita allo Stato pontificio, dove Waddington operò e risiedette. Che avesse abbracciato la religione cattolica ci è confermato da una nota riportata su L'osservatore del Trasimeno del 6 maggio 1837, in cui leggiamo: Siamo autorizzati a far noto che il Sig. Evelino Waddington dopo aver contratto matrimonio nella Parrocchia di San Remigio, Diocesi di Chartres, ove ha domicilio legale con la Signora Marchesa Marianna Bacinetti vedova Florenzi, ha pubblicamente abjurato gli errori della Setta Anglicana, nella quale era stato educato, ed ha professato la Fede Cattolica, intimamente persuaso della verità, e Santità della Nostra Religione.26) A questo possiamo aggiungere alcuni interessanti riferimenti contenuti in una lettera al giornale L'elettore, su cui ritorneremo più avanti, che sintetizzano la sua posizione come suddito pontificio: In­glese di origine, ma italiano per sentimenti e per domicilio, avendo eserci­tato per trent'anni i diritti di cittadinanza senza opposizione dello stesso governo papale, di cui non dubitò, in tempi anche pericolosi, di disvelare e censurare i vizi anche per mezzo della stampa inglese.27) Da queste osser­vazioni sembrerebbe aver acquisito una cittadinanza di fatto, legata al domicilio, e che avesse comunque mantenuto costanti rapporti con la patria d'origine. Per meglio comprendere la vicenda personale sarà utile esaminare almeno alcuni atti che riguardavano i diritti degli stranieri presenti nei territori del papa e le norme per l'acquisizione della cittadinanza.
Sebbene venisse promesso fin dal 1816, il Governo romano non si dotò mai di un Codice civile; soltanto nel 1834 fu pubblicato il Regolamento legislativo e giudiziario per gli affari civili emanato 'dalla. Santità di Mostro Signore Gregorio papa XVI con moto proprio del 10 novembre 1834 il quale si occupava degli stranieri all'articolo 8: Gli stranieri sono capaci dì succe­dere all'eredità testate od intestate, e di acquistare nello Stato Pontificio, se e come per le leggi vigenti ne* paesi esjtéri saranno capaci di succedere e di
29 G. DEGLI A ZZI, op. eìtf p. 6Ò
20 A; XII, n. 36. L'atto rJnulta anche dai protocolli dell'Archivio Segreto Vaticano, Segr. Stato, Tdp, Moderna, ma non e stato possibile risalire al documento probabilmente fuori posta rispetto alla collocazione indicata.
mhWtmtl p65), n. 12, 12 ottobre, ;