Rassegna storica del Risorgimento
Risorgimento. Storiografia
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2001
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254 Stefania Maglioni
assunto, ovvero la concessione della cittadinanza, con legge del 19 giugno,76) al prof. Giacomo Moleschott, illustre fisiòlogo, docente ùeìVUtÈfeti-sità italiana, pupillo di De Sanctìs e medico di Mancini. Il Nostro comunque non si arrese; ormai esisteva un precedente, sìdiaramente a lui poco gradito e denso di interrogativi rispetto alla sua posizione, ma si trattava anche di una questione di principio; l'attribuzione della cittadinanza doveva equivalere al riconoscimento dei suoi meriti e del suo fattivo impegno in favore della terra d'adozione; un riconoscimento al quale non voleva rinunciare. La sua pratica era tornata in Parlamento nella seconda sessione della IX legislatura, era stata esaminata dagli Uffici e dalla Giunta da questi nominata, la quale presentò alla Camera, nella tornata dell'I 1 febbraio 1867, la sua relazione che si concludeva con l'accoglienza del disegno di legge.77) La richiesta fu esaminata con grande cura, nella consapevolezza che si trattava ormai di un problema, non soltanto personale, ma anche di carattere generale, in cui entravano in gioco lo spirito liberale del Paese, le relazioni internazionali, in una delle materie più complesse e meno sperimentate del periodo, e la stessa identità nazionale. La relazione si apriva ricordando lo stato di fatto della questione; essa era stata quasi accolta dai due rami del Parlamento i quali, la Camera il 28 gennaio 1864 e il Senato il 31 dello stesso mese, avevano rinviato la petizione al Ministero dell'Interno; di più erano stati raccolti i pareri del Regio Procuratore della corte d'Ancona, del Consiglio di Stato e del Contenzioso Diplomatico che si erano espressi favorevolmente sulla concessione della naturalità per legge. I tre pareri richiesti sono di grande interesse perché dimostrano l'imbarazzo del Parlamento e del Ministero nel prendere una decisione su una materia così delicata e la portata nazionale che assumeva il caso Waddington. Il Procuratore generale di Ancona aveva espresso il suo parere in data 11 giugno 1864, separando la questione in due parti. Innanzi tutto egli riteneva ormai irrilevante tutta la documentazione presentata dall'interessato nei senso di un implicito riconoscimento di cittadinanza, vista la sentenza della Corte d'appello di Ancona del 24 novembre 1861: Essendo quella sentenza passata in cosa giudicata irretrattabile, e dovendo essa perciò fare legge nella questione ivi decisa circa la cittadinanza di Evelino Waddington, non potrebbe avere alcuna pratica utilità nel caso, di cui si tratta, ogni ulteriore
1Gi Legge che accorda la cittadiname italiana al Professori Giacomo Moksehoil, nato a Bois-le-Due (Olanda), del 19 giugno 1866, n. 3015. Dall'esame degli indici della Raccolta ufficiale delle leggi e decreti del Regnot questa sembrerebbe essere là prima concessione di cittadinanza ad uno straniero dopo l'Unita.
" Capterà dei Deputati. Raccolta degli atti stampati) legislatura X, sessione 1867-1869, voi. FI (dal n. 55 al n. 119), Firenze, 1869, La relazione è riportata in nota allo stampato n. 60-A.