Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <262>
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262 Stefania Maglianì
tenore: 11 Senato e la Camera dei Deputati hanno approvato; Noi abbia­mo sanzionato e promulghiamo quanto segue: Articolo unico. È accordata la piena naturalità italiana al cavaliere Evelino Waddington, nativo di Lon­dra ed abitante in Perugia. Waddington era finalmente cittadino italiano; un obiettivo che aveva rincorso per anni con fermezza e caparbietà, con­vinto di averne il pieno diritto e per mettersi al servizio della sua patria d'adozione come deputato.
Anche questa volta però la sua vita prese una strada diversa da quella che aveva immaginato. Non entrò mai in Parlamento probabilmente perché coinvolto in altre vicende. A Perugia con l'inizio del 1867 era scaduto il secondo mandato del sindaco Reginaldo Ansidei che mantenne le sue funzioni prò tempore fino alla fine di maggio; il 30 lo sostituì, come facente funzione, l'assessore Braccio Salvatori. Il 20 agosto di fronte alla conferma che Ansidei avrebbe rinunciato in ogni caso alla carica, per motivi familiari: I Sig. Coadunati esprimendo parole della più viva gratitudine, dichiararono non volere insistere maggiormente al riguardo, conoscendo veramente le forti brighe sofferte per tanto tempo con tanto zelo, solerzia e capacità.104) E 28 settembre Salvatori presentò la sua rinuncia di facente funzione, per potersi dedicare agli studi e anche in previsione della riapertura dell'univer­sità che non gli avrebbe consentito di dedicare tutto il suo tempo al Muni­cipio.105) Nella stessa adunanza il suo posto fu assegnato all'assessore Pirro Montesperelli, ma soltanto fino al ritorno di Waddington che sì trovava all'estero; il Nostro rientrò poco dopo e l'il ottobre aveva già assunto le funzioni di sindaco;106) il 15 marzo 1868 fu emanato il Regio Decreto che lo nominava sindaco effettivo della città.
Il 29 marzo 1869, in base all'articolo 203 della legge comunale e pro­vinciale del 20 marzo 1865, n. 2248 si procedette alla determinazione dei consiglieri che, per avfèr compiuto il quinquennio, dovevano cessare dalla loro carica,107) tra questi era compreso anche Pallora sindaco, il quale, sempre a norma di legge, doveva però mantenere l'ufficio fino a nuova nomina. La sua amministrazione non ebbe comunque larghi consensi; ciò sembra dimostrato dal ritorno di Ansidei ma anche da una lettera a stampa, intitolata Cittadini dì Perugia}** datata 23 luglio 1869, scritta in occasione delle elezioni amministrative del 25 luglio successivo. In essa si raccoman­dava relezione a consiglieri comunali di Francesco Donini Alfani, Annibale
SP, Alti detta Giunta, n. 7 (1867),
m M.
m ivi.
m ASP, Aiti del Consiglio, n. 22, '9 Foligno, Tip. Tommasjni, 1869.