Rassegna storica del Risorgimento

Risorgimento. Storiografia
anno <2001>   pagina <264>
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264 Stefania Magliani
Il 20 novembre, a due mesi esatti dalla presa di Roma, si tornava alle urne. Fu una consultazione elettorale abbastanza anomala, con una parteci­pazione inferiore al 50 di cui la storiografia deve ancora indagare le vere ragioni. Waddington, che dopo tanti sforzi era per la prima volta eleggibile, non si presentò alle elezioni. Influì probabilmente la recente scomparsa della moglie ma non dovette essere indifferente il mutato elima politico. Dopo la conquista di Roma, infatti, nell'ambiente locale anticlericale, la sua non brillante prova come sindaco della città riportava in luce i suoMras si nell'amministrazione pontificia, la sua adesione ufficiale alla religione cat­tolica ma, soprattutto, le sue amicizie con gli ambienti della corte romana; quelle stesse amicizie che anni prima avevano quasi certamente insospettito il prefetto Gualterio. Sta dì fatto che Waddington uscì progressivamente di scena, quasi nulla si sa dei suoi ultimi anni. A leggere il necrologio,114) dopo essere stato imprenditore brillante e filantropo, perse tutto il suo patrimo­nio, finendo in miseria a causa di alcune persone che si approfittarono di lui; il suo maggior rammarico fu di essere stato indegnamente sacrificato e nel testamento incluse una nota acerba contro l'autore principale delle sue sventure.115) Questi pochi accenni al suo sacrifìcio e ad un potente avversario, di cui aveva parlato anche a Mamiani nella citata lettera del 23 settembre 1865, danno una particolare luce a tutta la vicenda per la sua naturalizzazione: i continui ritardi per la discussione della pratica; le poco credibili coincidenze dello scioglimento delle Camere quando credeva di essere prossimo ad una soluzione; la rapida concessione della cittadinanza a Moleschott, che lo anticipò di oltre un anno; la risoluzione del problema alla Camera con l'intervento di Rattazzi, fanno seriamente pensare all'esi­stenza di un disegno da parte di una persona ostile, abile e potente, che seppe manovrare nell'ombra creando continui ostacoli e illudendolo nei momenti opportuni. Non abbiamo elementi per dare un nome a questo personaggio anche se alcuni indizi non lascerebbero immune Filippo Anto­nio Gualterio, non a caso grande oppositore di Rattazzi.
Waddington morì dopo una lunga malattia assistito, anche finanziaria­mente, da Carlotta Florenzi, figlia di primo letto di Marianna, il 30 marzo 1883 a Perugia; da allora la sua figura è caduta nell'oblio.
STEFANIA MAGUANI
W<*J Alla memòria del Cav. Ève/ina Waddington d.t
i.iS) 2///v p - paiole di Tiberio Bcrardi dive richiama il testamento di Waddington di cui purtroppo non siamo riusciti a reperire una copia.