Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Risorgimento
anno
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2001
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pagina
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268
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Fausto Brunetti
La manipolazione operata sulla frase del Metternich appare esempio autorevole di come una realtà si possa trasfigurare nella rappresentazione che se ne invoca, perseguendo un nobile intento; in definitiva, la mobilitazione patriottica richiedeva l'immagine negativa dell'avversario e del nemico, ed a questo fine si è mutato il senso di una frase che era destinata dal Cancelliere austriaco a visualizzare in termini sintetici e simbolici una realtà polìtica peraltro, allora obiettivamente incontrovertibile nell'ambito di istruzioni riservate, volte ad avviare un'azione diplomatica.
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Quanto all'atteggiamento del Metternich verso l'Italia, riguardo in particolare al suo porsi come nazione, per ciò che risulta da tratti di documentazione omogenea e contestuale non può certo dirsi che il Cancelliere dell'Impero plurinazionale serbasse prevenzioni più di quante egli non ne avesse verso il concetto di nazione in sé, come elemento politicamente influente, e più di quante non ne serbasse, comunque, nei confronti di altre popolazioni.
Di ciò è prova il fatto che lo stesso Cancelliere, su di altro documento del medesimo dispaccio del 2 agosto 1847, nel manifestare le preoccupazioni imperiali per le tensioni nazional-liberali già manifestantisi nella Penisola, ebbe ad estendere alla Germania la medesima considerazione rivolta all'Italia, laddove scrive: [...] Italia, nome geografico, come quello di Germania (in francese, sul testo originale Italie, nom autant géographique que cèlui d'Allemagne).
Verrebbe, in proposito, da domandarsi se ;ai patrioti tedeschi del 1848 sia giunta notizia di quella espressione, e se essa abbia anche in Germania suscitato emozioni così intense.
FAUSTO BRUNETTI