Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Risorgimento
anno <2001>   pagina <278>
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278 Libri e periodici
della Sapienza di Roma (dove continuò lo studio dell'ebraico sotto la guida di raons. Wiseman, già intrapreso privatamente a. Lugo sotto la guida di mons. Dinelli), si oc­cupò in prima persona del patrimonio familiare. In questa sua attività 1 giovane si portava appresso un bagaglio culturale arricchito da studi privati di carattere scienti­fico e da una vocazione decisamente storico-letterario con il gusto spiccato per l'erudizione. Il Manzoni non fu, tuttavia, un proprietario assenteista, ma sapeva far convivere agli oi letterari un'attività economica imprenditoriale anche di carattere speculativo; il risultato fu una serie di suoi interventi decisamente ispirati al riformi­smo e all'attivismo intellettuale illuminista, che diede il suo primo frutto nel saggio Della necessità di riparare Lugo dal pericolo d'inondazione. Memoria (Lugo, Tip. Melari-etri 1842), seguito, due anni dopo, da un altro saggio sul Rapporto alla Deputazione per la costruzione dei rivali a difesa della città di Lugo (Lugo, Tip. Melandri, 1844). Ne­gli anni successivi Manzoni intervenne in prima persona anche nel dibattito cittadino per la costituzione di una Cassa di Risparmio, che venne effettivamente fondata a Lugo nel 1845, di cui egli fu il primo presidente. Dal 1841 lo stesso conte romagno­lo aveva ricoperto nella cittadina d'origine altri incarichi pubblici, tra cui l'insegna­mento del greco al Collegio Trizi .
Fu senza dubbio, come per molti membri della classe dirigente locale dello Sta­to Pontificio più sensibili ai progressi civili della propria terra e più politicizzar l'avvento al soglio pontificio di Pio IX nel giugno 1846 a costituire la svolta della sua vita pubblica e privata: estraneo alle sette cospirative , ha scritto di lui Luigi Lotti che ne ripercorre sinteticamente in questo volume Vi ter politico (Giacomo Manzoni nelle vicende risorgimentali della Romagna), fu subito seguace di Pio IX nella fase delle riforme; è allo scoppio della prima guerra d'indipendenza s'impegnò a organizzare il battaglione del Senio formato da volontari lughesi e di centri vicini, nel quale diven­ne quartiermastro del comandante colonnello Ferrari, un anziano ufficiale napoleoni­co (p. 26). Dopo VAllocuzione di Pio IX del 29 aprile 1848, e una deludente visita allo stesso pontefice nel giugno successivo, il Manzoni si orientò sempre più in sen­so radicale, anche se di un radicalismo non ideologico ma piuttosto pragmatico, do­vuto a un temperamento vulcanico, curioso, certamente Anticonformista, come di lui ha scritto Roberto Balzani (Giacomo Manzoni, /' economia sociale * le finanze dello Stato Romano (1847-1849), p. 38), il quale ha incentrato il suo saggio in particolare sul ruolo di ministro delle Finanze giuocato dal Manzoni nella Repubblica Romana del 1849. Nella sua azione di governo il conte romagnolo operò in particolare su due diversi fronti: quello della legislazione d'emergenza, che a Roma assunse il volto della permanente penuria di mezzi di pagamento a disposizione dello Stato (p. 64), che cercò di ovviare con la missione a Londra per reperire un prestito in favore della Repubblica, e quello più ambizioso degli interventi strutturali nell'ambito della co­struzione di una legalità amministrativa "liberale" non sempre in sintonia con gli atteggiamenti da lui ritenuti demagogici dei notabili populisti della Repubblica (p. 65). L'uno e l'altro tentativo andarono Rincontro al fallimento. La missione a Londra per il prestito, che si doveva attuare dietro la garanzia della Repubblica sui beni arti­stici dì Roma, si rivelò una chimera e per giunta rischiò di pregiudicare l'onorabilità del ministro delle Finanze di fronte all'opinione pubblica inglese a causa dell'accusa