Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Risorgimento
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2001
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Libri e periodici
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ministro della Pubblica Istruzione, gli preferi il figlio Luigi, meno esperto di lui, ma più diligente e sistematico e, soprattutto, fornito di una laurea (pi 188), a membro della Commissione ministeriale per le biblioteche e i loro patrimoni di libri manoscritti e collezioni d'arte istituita in quello stesso anno, mentre la proposta del Monaci di affidargli un corso di bibliografia presso la Società romana di storia patria non ebbe alcun seguito. Il Manzoni continuò a dividersi tra i lavoro di compilatore di cataloghi per il Bocca (fino al 1883, quando iniziò un nuovo sodalizio con il Franchi) e i lavori di erudizione, ed a contrarre debiti per poter acquistare per suo conto libri antichi e manoscritti (tra gfi altri, quelli del Redi) e opere appena sfornate dalle librerìe per aggiornare i propri studi. La pesante* situazione patrimoniale costrinse la sua famiglia a. vendere la casa avita di Lugo e fu all'origine del suicidio di Francesco Grilli, consigliere finanziario della famiglia Manzoni. Per il conte romagnolo l' ottimismo e la fiducia del futurotrovavano il loro limite nella reale condizione di solitudine, di. impoverimento, di diminuite capacità di resistere e superare i disagi di una vita sostanzialmente randagia (p. 198). Non riusci a sfruttare appieno neppure le relazioni personali con il cardinale Oreglia, il quale in passato a titolo personale aveva acquistato dal Manzoni alcuni libri per la sua biblioteca di piazza Scossa Cavalli, per fare qualche affare con la Biblioteca Vaticana; mentre anche i suoi rapporti d'affari con il Franchi si stavano esaurendo. Alla fine del 1885 aveva dovuto sospendere la stampa degli Annali bibliografici dei Sonano ripresa da alcuni mesi, a causa delle molte difficoltà finanziarie. Tuttavia riuscì a colmare le delusioni professionali con nuovi progetti, come quello della pubblicazione degli Annali degli Aldi: L'immaginazione e i progetti non gli mancavano, scrive Cervigni Troncone, come non gli mancavano l'ironia e il santiS di cui faceva sfoggio pubblicamente, non risparmiandoli neppure ì j'sj jfcf (p. 205). Dopo l'abbandono della città eterna ed il ritorno in Romagna, un colpo d'ala dell'attività del Manzoni fu la partecipazione insieme al figlio Luigi all'esposizione libraria di Bologna del 1888 con uno splendido Macbapr (raccolta di preghiere rituali) del 1486, opera di Ercole Bottrigari e stampe dei Marcolini; l'esposizione di quest'opera rara, già dallo stesso conte romagnolo dottamente illustrata nei suoi Annali dei Sonano del secolo XV, fu molto lodata da Cariò Maìagola dalle colonne del Bibliofilo. L'anno successivo, nel pieno fervore intellettuale per il riordino delle carte da lui acquistate di Guglielmo Libri e il compimento degli Annali dei Sonano, morì improvvisamente per un colpo apoplettico.
Una biografia, insomma, questa che ci ha illustrato Cervigni Troncone, caratterizzata dalla passione politica ma soprattutto da quella per i libri, come ha confermato Fernanda Canepa (La passione dei libri a/traverso la corrispondenza di Giacomo Manzoni, pp. 209-243), la quale ha corredato il suo studio con un'appendice dell'inventario dei carteggi manzoniani confluiti ncY Archivio Seganti conservato presso la biblioteca F. Trisi di Lugo. Secondo Canepa, la quale ha messo in luce le relazioni del Manzoni con esponenti del mondo culturale italiano e romano in particolare (due nomi tx tutti: Achille Gennarelli e Gaetano Férrajoili), il suo valore intellettuale non fu meno elevato di quello attribuito da Carlo Dionisotti al Panizzi, il direttore del Briash Museum; anche nel conte romagnolo, infatti, sì ritrovano un intreccio di