Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Risorgimento
anno <2001>   pagina <284>
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284 Libri e periodici
to di fare risaltare una personalità politica e intellettuale, se non di primissimo piano, certamente significativa del nostro risorgimento nazionale, e con essa alcuni momen­ti della vita politica e culturale di quella Romagna e dello stesso Stato pontificio a cavallo e oltre l'avvento al soglio pontificio di Pio IX. In questo senso non ci si può esimere dall'esprimere un sentimento di gratitudine al curatore di questo volume, Antonio Pirazzini, il quale lo ha impreziosito con la pubblicazione di numerose fo­tografie che ci documentano visivamente l'ambiente- in cui operarono le dramatis per­sona*. Auspichiamo, anzi, che proprio la riuscita di questa iniziativa che ha un va­lore culturale preminente, ma che soddisfa anche il palato dei bibliofili (proprio in sintonia con colui al quale il volume è dedicato) sia da stimolo per la pubblica­zione dell'intero carteggio del Manzoni, opera ardua e difficoltosa, ma essenziale non solo per la vita del conte romagnolo, ma soprattutto per definire maggiormente. le relazioni politiche e culturali di quella piccola patria di Romagna con la grande patria italiana all'epoca del complesso e travagliato processo unitario.
CARLO M, FIORENTINO
ALBERTO BRAMBILLA, Appunti su Gratyadio Isaia Ascoli. Materiali per la storia di un intellettuale, prefazione di Fulvio Salimbeni; Gorizia, Istituto Giuliano di Storia, Cultura e Documentazione, 1996, in 8, pp. 241. L. 20.000.
Graziadio Isaia Ascoli (1829-1907), il poliedrico intellettuale che mostrò l'in­consistenza dei fondamenti teorici del manzonismo, è considerato il fondatore della moderna linguistica italiana. Ma se alla sua attività di glottologo sono stati dedicati acuti studi, il suo impegno in campo sociale e le linee direttive della sua politica cul­turale e accademica sono stati a lungo trascurati dai ricercatori.
Ecco perché il presente volume il cui contenuto è posto al -confine di disci­pline limitrofe, ma sempre interagenti, quali la bibliografia, la storia della letteratura o della filologia, con aperture alla storia locale o a quella dell'ebraismo appare importante.
Con encomiabile modestia, Brambilla ne sottolinea il carattere composito (p. 10) e precisa di aver voluto in primo luogo dare documenti, piuttosto che pro­porre conclusioni od approfondimenti, al momento ancora inadeguati (p. 11).
In realtà Brambilla, professore in ruolo ordinario negli istituti statali di istru­zione secondaria di secondo grado, curatore dell'edizione del carteggio Nolhac-Novari e studioso della Scuola storica (oltre che di Edmondo De Amicis e della letteratura sportiva), si è accinto come pochi agguerrito allo studio del grande ebreo goriziano, al quale aveva del -testo dedicato vari saggi confluiti insieme con altri inediti nel libro del quale qui ci occupiamo
Di grande rilievo è in particolare la terza sezione del volume, nella quale Brambilla analizza i rapporti tra professori e poeti nel mondo accademico ita­liano fra Otto e Novecento, soffermandosi soprattutto sulle relazioni tra Ascoli e