Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Risorgimento
anno
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2001
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pagina
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285
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Libri periodici
285
Giosuè Carducci, Alessandro D'Ancona, Francesco Novati, Rodolfo Renier, Giovanni Pascoli.
CtlDK) SPIRONELLl
GIULIO ANDREOTTI, Sotto il segno di Pio IX; Milano, Rizzoli, 2000, im W, pp. 160. L. 25.000.
Nell'ordito storico-critico che, sempre a fatica, si tesse attorno ai personaggi e ai temi risorgimentali, Sotto il segno di Pio TX di Giulio Andreotti, edito da Rizzoli, si pone come una breve traccia di riflessione sull'opera di papa Mastai-Ferretti. Si può essere tentati di dire che la pubblicazione del testo sia stata determinata dall'urgenza commerciale di essere presenti sul mercato in occasione della beatificazione di questo pontefice; comunque, il saggio rimane a testimoniare nuovi approfondimenti sulla materia.
L'autore sente il bisogno del breve intervento per ribattere attraverso la sostanza oggettiva dei riscontri alle tante ignoranti e petulanti avversioni , dovunque proclamate, alla beatificazione di Pio IX, che- non fu un Capo di Stato che aveva anche mansioni religiose, ma un uomo di Dio sul quale pesava una eredità storica alla quale non aveva diritto di rinunciare se non costretto dalla forza , specie in un contesto politico dove, accanto agli impulsi risorgimentali, operavano dure posizioni laiciste, più antireligiose che anticlericali. Indubbiamente le acque in ordine all'interpretazione corretta del Risorgimento italiano si sono smosse e nel contesto generale la personalità del Mastai-Ferretti acquista forti dimensioni di verità storica e il suo operato si staglia meno nebuloso nel quadro complessivo delle vicende che caratterizzano il lungo periodo dell'unificazione della Nazione.
Scorrere, con /occhio disincantato il lungo pontificato di Pio IX aiuta molto a comprendere quanto abbiano giovato alla causa, direttamente o indirettamente, le sue sofferenze, in buona parte derivate dal contrasto dilaniarne vissuto dentro l'intelligenza e dentro il cuore tra le sue tensioni unitarie conciliative e il senso del dovere volto alla conservazione del patrimonio anche territoriale affidatogli. Nel lungo itinerario della vicenda non si contano le prove rigorosamente storiche di tanto tormento, dagli atteggiamenti del primo periodo del governo della Chiesa, avanti che si arrivasse all'assassinio di Pellegrino Rossi e alla fuga /// abscondìto a Gaeta, fino alla decisione ben ponzata di non contrastare militarmente la présa di Roma e al conseguente liberatorio isolamento in Vaticano a pensare al bene spirituale del popolo cristiano cattolico. Non sorprende fortemente il generale Kanzler, rimasto muto e gelido, l'affermazione secca e convinta del Papa che gli dice di considerare una grande seccatura il potere temporale? Il Kanzler è l'ultimo comandante della piazza di Roma e quindi testimone autentico della volontà del Pontefice di mettere da parte le armi.