Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Risorgimento
anno <2001>   pagina <289>
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Libri e periodici 289
In nome di una patria ancora utopica e dai contorni incerti essi sentono il bi­sogno di comunicare con colleghi di aree geografico culturali diverse e di operare in luoghi alternativi a quelli istituzionalizzati anche se, a Milano, l'Accademia di Brera rimane il punto di riferimento indiscutibile per i giovani.
Gli artisti in questi anni sono affiancati e sostenuti da giovani imprenditori e da membri dell'aristocrazia illuminata che, sensibili al concetto dell'unità geografica e politica, commissionano opere che siano espressione dell' italico genio .
In questi anni cambia anche il prototipo del letterato. Nel saggio intitolato L'invenzione del letterato nazionale viene delineata la fisionomia dell'uomo di lettere: egli deve essere attivo e attraverso la scrittura deve essere in grado di mobilitare il paese. L'Italia ha bisogno della collaborazione di tutti gli uomini che la onorano di intelligenza e di amore, ad essi attribuisce una capacità propulsiva di forte valenza politica, da essi aspetta parole vibranti, piene di calore e speranza. A questo profon­do bisogno di azione e parola un letterato affermato come Alessandro Manzoni Ri­sponde con il silenzio creativo. Il grande scrittore, che negli anni precedenti ave va scritto numerose opere, negli anni cinquanta si limita a pubblicare scritti di rifles­sione teorica.
A differenza del Manzoni, la rivista II Crepuscolo conduceva una tenace campa­gna indirizzata a sollecitare un maggior fervore nel mondo artistico milanese giudi­cato troppo :s;tatico dopo gli eventi del 1848. Il ricordo di essi avrebbe dovuto infon­dere una più serie direzione al pensiero degli artisti. La rivista condivideva la necessità della partecipazione dell'arte e della letteratura alle vicende storiche e politi­che e del recupero della conoscenza storica per comprendere e cambiare il presente. A questo fine il Crepuscolo aveva dedicato sei articoli all'Esposizione Universale di Parigi del 1855 esprimendo un giudizio fortemente critico sulle opere esposte e contestando la preminenza hayeziana nell'ambito della pittura storica, disciplina in­vestita del ruolo di guida morale.
Nel processo di rifondazione del sistema delle arti si Inseriva anche la fonda­zione del Giornale deWIngegnere-Architetto. Esso si poneva come un'ampia rassegna di fatti e notizie, si organizzava come uno spazio aperto anche ai lettori perseguendo scopi di informazione ed aggiornamento per un pubblico specialistico.
La prospettiva politica era implicita nelle istanze generalizzate di rinnovamento che celavano spesso sottintesi patriottici e che erano espressione di un desiderio di emancipazione ed evoluzione del paese. Il giornale voleva essere una palestra di idee in cui le opinioni si confrontavano, si misuravano in modo da superare la staticità delle arti e tradurre nelle sue pagine lo spirito di quella stagione eclettica e offrirsi come esempio di pluralismo.
Degno di rilievo è l'articolo Milano-Londra 1851: la grande vetrata dantesca di Giuseppe Bertini di Lucia Pini da cui e tratto il titolo dell'opera. L'autrice ricorda la figura dell'artista Giuseppe Bertini che in una Milano prostrata dalla fine dell'illu­sione quarantottesca costituiva un punto di riferimento e uno spiraglio ; egli : riu­sciva a risollevare gli animi attraverso una tecnica carica di tensione ideale che trova la sua espressione più riuscita nella grande vetrata dantesca. Cosi Felice Calvi com­memorava l'artista da poco scomparso: [...] il Bertini, col procurarci l'indicibile go­dimento dell'animo dell'intelletto vagante nelle fantasie dell'ideale, portava refrigerio