Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Risorgimento
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2001
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291
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Libri e periodici 291
TOMMASO NÀRDELLA, La Capitanata tra reazione e brìgantaggo (1860-1864). Nota di Antonio Motta (Biblioteca Minima di Capitanata, 30); San Marco in Lamis, Quaderni del Sud, 2000, in 8, pp. 177. L. 70.000.
Nel 1989 il Circolo culturale F.P. Borazio - Lu Spire organizzò a San Marco in Lamis una mostra, dal tìtolo eloquente ed impegnativo, su un tema solo apparentemente anacronistico e superato, presentando, curato da Tommaso Nardella, il relativo catalogo. Oggi appare una seconda edizione ampliata e rivista dallo stesso Nardella, al quale non può davvero essere sottratto il merito di avere raccolto, ordinato e commentato con la capacità pluridecennale a tutti nota e da tutù apprezzata una documentazione preziosa non solo per la comunità locale della Capitanata ma anche, e direi, soprattutto per gli studiosi della prima e tanto scottante fase dello Stato unitario. L'opera sarebbe ingiusto e ingeneroso non farlo si pone come utile ed interessante modello per ricerche da compiere con metodo scientifico e quindi obiettivo, quindi lontane dalle esasperazioni polemiche diffuse nei decenni scorsi e dalle valutazioni giustificazioniste, che purtroppo non sono mancate da parte di ambienti e circoli pateticamente reazionari e nostalgici.
Dopo l'esame del lavoro, di cui dobbiamo essere grati a Tommaso Nardella, non si può non riflettere su due giudizi storiografici adatti alle esperienze oggetto delle attenzioni dello studioso pugliese. Se è vero che la storia sembra razionale soltanto ai vincitori- i vinti la vivono come irrazionalità e come alienazione (N. Wachtel), altrettanto vero è che e la situazione nell'Italia meridionale non era certo lieta, serena e priva di ombre per capire la storia non basta sapere come stanno le cose, ma come sono giunte a stare cosi (F. Boas).
Alfonso Scirocco, nella introduzione al volume Guida alle fonti per la storia del brigantaggio postnnitario conservate negli Archivi di Stato, pubblicato nel 1999 dall'Ufficio centrale per i beni archivistici del Ministero per i beni e le attività culturali, ha osservato, tra l'altro, che con i numerosi depositi documentari di enti locali e di privati, e con quanto è stato consegnato alle stampe dai contemporanei e viene talvolta riproposto, pensiamo che possa essere soddisfatta l'aspirazione ad un giudizio storico attentamente motivato, scevro da residue passioni di parte, esteso allo studio della società.
Il lavoro dovuto a Nardella si pone dunque come risposta, puntuale e valida, alla domanda storiografica segnalata da Scirocco.
VINCENZO G. PACIFICI
GIOVANNI DE GENNARO, La città di Salvemini - La classe dirigente di Molfitta dall'Unità' al primo Novecento; Mal fetta, Edizioni Mezzina, 2000, in 8, pp. 252. S.p.
Il tìtolo e felicissimo, come sottolinea autorevolmente Giuseppe Talamo nella presentazione, in quanto ci fa conoscere la selva di personalità più o meno cultural-