Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Austria. Risorgimento
anno
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2001
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pagina
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295
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Libri e periodici B 295
Giuseppe Negror Sécchio combattente del partito unico, il bellissimo spettacolo delle nostre miserie.
'Sci dopoguerra Albani tenta una riorganizzazione ormai impossibile in un mondo politico fin troppo mutato da quello che era stato nel periodo tra Ottocento e Novecento e nell'era giolittiana.
Il PMI tiene nel novembre 1919 a Firenze un'assemblea congressgale, convo* cata con la speranza e con il proposito di rianimare un'entità politica, entrata in un tunnel intricato ed asfissiante .
Albani non rinuncia alla possibilità di essere attore del quadro uscito dal conflitto ma è soltanto il testimone di un mondo irrimediabilmente tramontato e superato.
Il volume è articolato in 6 capitoli, che utilizzano le carte di Albani, custodite nell'archivio del Museo centrale del Risorgimento sin dal 1939, ordinate e schedate alla fine degli anni Ottanta, come confessava con un certo rimorso Emilia Morelli nello spoglio apparso nel primo numero della Rassegna storica del Risorgimento del 1990.
Le carte di Albani erano state già segnalate ma non utilizzate nella voce di Renzo De Felice nel Dizionario biografico degli italiani . A questo proposito va aperta una parentesi, utile per rilevare una positiva evoluzione della ricerca storica: se è estremamente breve la voce di De Felice, apparsa nel I volume del Dizionario, pubblicato nel 1960, schematica non è ma essenziale la voce, curata da Fulvio Conti, relativa ad Andrea Giannelli inserita nel volume LIV, posto in distribuzione nel 2000.
Ritorniamo ora al volume. Dopo aver offerto nel I capitolo i prodromi con le vicende del giornale il Dovere e le dispute all'interno delle Società operaie affratellate, Ficcadenti con il II capitolo sperimenta e presenta la strada maestra del volume, costruita con felice scelta su una serie di medaglioni delle diverse figure impegnate tra gli artefici e tra i cooperatori del varo del PMI.
Nella seconda parte del III capitolo l'Jl accantona momentaneamente la pro-sopografia e dedica adeguato spazio ai dibattiti congressuali e alle conseguenze traumatiche fatte di scissioni e di diatribe dialettiche.
Il IV capitolo, ripresa la via della ricostruzione fondata sui ritratti biografici, è dedicato al Partito nella fase successiva all'allontanamento di Andrea Giannelli, l'antagonista, l'avversario principale di Albani. Tra i nuovi spicca Luigi Minuti, che aderisce proprio in conseguenza dell'allontanamento del concittadino, rivale di vecchia data.
Utile, interessante e da apprezzare, a mio avviso, tra i più efficaci e felici è il V capitolo, dedicato ai repubblicani mazziniani all'estero e nei territori italiani irredenti.
Erano uomini ricchi di fede, impegnati ed attaccati ai principii e soprattutto rispetto agli altri, che in Italia si scontravano tra gelosie ed ambizioni, disinteressati.
Il capitolo finale e riservato naturalmente all'amaro tramonto, alla vanificazione dei propositi repubblicani> alla polverizzazione del mazzinianesimo organizzato in partito politico , capace solo di separazioni e frammentazioni controproducenti ed autolesionistiche.