Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Risorgimento
anno <2001>   pagina <299>
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j Libri e periodici 299
taneana, e di una organizzazione politica, il partito repubblicano, lungo tutti gli an­ni della dinastia sabauda trionfante e indiscussa (p. 11).
Protagonisti del libro sono, insieme con Ghisleri (del quale la Tesoro illumina soprattutto la concezione del partito e la battaglia per la questione femminile), Napoleone Colajanni, Fernando Schiavetti e Oliviero Zuccarini.
Di particolare interesse è, dal punto di vista metodologico, la ricerca dedicata alla forma-partito del PRI, Da galassia regionale a. partito nazionale (pp. 74-121). Ma tutta l'analisi del messaggio della repubblica democratica, del sistema delle autono­mie e della partecipazione popolare effettuata dalla Tesoro offre importanti spunti di riflessione agli studiosi di un Paese nel quale da anni si continua a parlare di rifonda­re la repubblica.
CLAUDIO SPIRONELLI
Ltf Scultura monumentale in provincia di Latina, a cura di MASSIMILIANO VITTORI; La­tina, Assessorato alla Cultura della Provincia di Latina, 1998, in 8, pp. 183 con ili. b/n e colore. S.p.
ha memoria perduta. I monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Laio, a cura di VITTORIO VIDOTTO, BRUNO TOBIA, CATHERINE BRICE; Roma, Nuova Argos Edizioni, 1998, in 16, pp. 269 con ili. b/n. S.p.
Simboli e miti nazionali tra '800 e '900, Atti del convegno di studi internazionale Trento 18-19 aprile 1997, a cura di MARIA GASBARI, BRUNO PASSAMANI; Trento, So­cietà di Studi Trentini di Scienze Storiche, 1998, in 16, pp. 325. S.p.
A partire dalla seconda metà dell'800, e in particolar modo dopo l'Unità d'Ita­lia, la scultura monumentale sembra svolgere sempre più un ruolo civile e sociale, essendo chiamata a celebrare simboli ed eroi della patria* Purtroppo però questa spe­cifica funzione della scultura sembra essere stata particolarmente penalizzante per la sua recezione estetica tanto che, a partire dal secondo dopoguerra, molti monumenti sono stati distrutti o relegati a mere funzioni di arredo urbano. La scultura è sem­brata così essere confinata in un ambito subalterno, di arte minore, anche in con­trapposizione all'enfasi retorica del suo utilizzo durante il ventennio fascista, confon­dendo spesso i temi e i contenuti con il valore artistico, storico o sociale delle singole produzioni plastiche.
I tre studi che si prendono qui in considerazione, in qualche modo tra loro complementari, partono tutti dal medesimo proposito, ossia quello di colmare questo solco critico che ci separa dalla scultura monumentale e celebrativa reimmettendo nel dibattito critico ed artistico queste particolari pM d'arte.
II primo passo, fondamentale per qualsiasi successiva analisi sui vari aspetti della scultura monumentale è quello dell'inventariazione e del censimento. Per quc-