Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Austria. Risorgimento
anno <2001>   pagina <300>
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300 Libri e periodici
sto morivo il repertorio La Scultura monumentale in provwcìy Shaiina, per comple­tezza di analisi e per capillarità di rilevamento consente di osservale come* all'interno di una provincia di recente fondazione, si sia ugualmente stratificato un insieme di testimonianze scultoree variamente commemorative (dai monumenti ai caduti alle sculture di ispirazione religiosa) che ci consentono una duplice lettura: da una parte è infatti possibile percorrere l'evoluzione di temi o motivi iconografici; dall'altra si può agevolmente tracciare un profilo storico artistico di un'area geograficamente ben de­limitata in cui erano attivi importanti arasti del primo Novecento italiano come Dui­lio Cambellotti o Venanzo Crocetti. Il bel saggio critico introduttivo di Massimiliano Vittori sembra orientato proprio verso questo tipo di percorso che annoda la vita artistica della provincia con quella della regione e della nazione e in cui il monu­mento viene considerato elemento di identità collettiva)) (p. 24). Allo stesso tempo, però, è possibile vedere come alcuni temi della monumentali ti cittadina si accordino all'interno dì un discorso critico molto più articolato.
Un discorso ben analizzato, in una cornice territoriale più ampia, dal volume LM memoria perduta. I monumenti ai caduti della Grande Guerra a Roma e nel Laio. Qui la rilevazione delle varie tipologie dei monumenti presenti a Roma e, per cam­pione, nel Lazio, nelle sue diverse formalizzazioni scultoree (dalla lapide commemo­rativa al monumento di piazza), ci offre l'immediata possibilità di trarre alcune con­clusioni critiche. Innanzi tutto sembra evidente come il tema della commemorazione collettiva dei caduti sia penetrata capillarmente non solo a Roma, ma in tutta la pro­vincia, nella precisa volontà politica di dare, come ha ben illustrato Mosse, una for­ma di elaborazione collettiva del lutto della Grande Guerra. Le vicende dei singoli monumenti commemorativi si potrebbero oggi meglio comprendere anche attraverso un paziente utilizzo di quelle Inedite fonti storiche che sono gli archivi storici comu­nali, densi di notizie sull'edilizia pubblica a cavallo fcta '800 e '900. Passando in rapida rassegna alcuni tra questi monumenti ai caduti è possibile vedere come siano ricór­renti alcune formule iconografiche come ad esempio la raffigurazione del soldato morente sorretto dall'angelo della morte, che reimpostano il tema della scultura cele­brativa alPinterno della complessa tradizione iconografica funeraria e cimiteriale ere­ditata della lezione simbolista <É Leonardo Bistolfì. Non mancano, all'interno di que­sto repertorio, delle sorprese: è questo il caso, ad esempio, 'del Monumento ai mduti di Torrìta Tiberina, realizzato negli anni; *20 da Luigi Brasini, architetto noto anche per essere stato l'autore dell'ampliamento' del Museo Centrale del Risorgimento. In que­sto caso Brasini riesce a comporre un'insieme denso di rimandi alla tradizione sepol­crale classica e allor stesso ! tempo si orienta verso i nuovi dettami dell'estetica "fàseisìtav È singolare osservare, poi, come i monumenti ai caduti siano un po' l'ideale pose-cuzione di tutta quella proliferazione monumentale post-risorgimentale che si era chiusa con gli albori del '900. Ma mentre il monumento ottocentesco Voleva comun­que ricordare una singola persona/eroe (ad cs. Garibaldi, Mazzini o anche Dante), in questo caso si vuole ricordare iJ sacrificio della collettività. 1 nomi delle persone de­funte, che pure sono sempre presenti -nei monumenti ai caduti, sono sempre sover­chiati dalla simbologia di questa sorta di liturgia collettiva della memoria degli eroi