Rassegna storica del Risorgimento
Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
anno
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2001
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331
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Detenuti polìtici dello Stato pontifìcio 331
libera volontà e non deportazione; chiese cioè conferma scritta, in merito alla emigrazione de' 25 individui die si imbarcheranno (se tale sarà la loro libera volontà) sulla nave americana A. H. Kimball per N. York, die nessuno degli emigranti faentini fosse colpevole o accusato di furti, d'omiddj o d'altri delitti comuni, ma che l'allontanamento di questa gente dagli Stati Romani, per disposizione non giudiziaria del Governo Pontifìdo, non ha altra causa che le opinioni e prindpj liberali che professano, e la loro condotta politica
Che si trattasse di deportati per motivi politici è indubbio, ma è certo altresì che le carte della Polizia pontificia li dipingono a tinte molto fosche. In un cenno biografico di dascuno degli arrestati precauzionali si leggono espressioni come settario dedito al sangue , non anda che disordine e sangue, facile ad ogni delitto, vecchio settario e facile ai delitti di sangue, ligio ai delitti di sangue, settario dei più pericolosi; di alcuni si dice che fu a lungo in carcere perché imputato degli omicidj del 1848 e dell'incendio dell'Archivio di Polizia (Poggiali: ma evidentemente era stato poi prosdolto), arrestato per pretesa complidtà di omiddio dell'Ispettore Beilardini di Fano ed evaso dal carcere (Liverani), si vuole complice dd-l'assassinio dd tenente Moschini e di Antonio Adami. Pugnalatore di primo grado, contrabandiere e giuocatore (Nediani), e così via.23) Naturalmente queste espressioni vanno prese con benefido di inventario, data la fonte di parte.
Comunque, sulla base delle assicurazioni che si trattasse di emigranti volontari, allontanati dallo Stato pontifìdo per motivi di opinione e per condotta politica , il Console degli Stati Uniti autorizzò il loro imbarco sulla Kimball, il capitano Porter li accettò a bordo, e la nave salpò da Livorno il 18 maggio 1854 per Nuova York, dove giunse dopo due mesi e mezzo, il 2 agosto 1854.24) Questo, almeno, è quanto risulta dalla documentazione. Poiché però il Console pontifìdo scrisse al Direttore generale di Polizia che il maresdallo dei gendarmi Paolo Muratori, comandante della scorta ai detenuti, avrebbe ulteriormente riferito a voce, al ritorno a Roma,
2) Lettera del Console Binda al Collega Calza datata Livorno, 12 maggio 1854, in AGACE, AH, Cons. pont. Livorno, cassa 23.
2 Cenno biografico sui 41 individui arrestati in Faenza dopo i delitti di sangue del gennaro 1854 (non tutti poi deportati in America* e fra i deportati non tutti compresi in questo elenco), in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio, fase 280, sotto fase. 13 cit.
2*> La notizia fu data dal Console degli Stati Uniti in Livorno al Console dello Stato pontifìcio e da questi comunicata al Direttore generale di Polizia con lettera del 30 agosto 1854, n. 1251, in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio* fase; 280 sottofasc 16 cit