Rassegna storica del Risorgimento
Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
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2001
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sulle circostanze di quanto verificatosi a Livorno25* è possibile che altri particolari non siano stati affidati alla penna, ma soltanto al rapporto verbale di quel maresciallo.
Si ebbe anche uno stràscico, con una polemica accesasi successivamente fra Console generale pontificio in Livorno e Direzione generale di Polizia. Questa, pur ringraziando il Console per l'opera svolta, lamentò di non essere stata informata del fatto che il Console statunitense avrebbe interrogato i deportandi per conoscere sé essi emigrassero volontaftamente o meno.26) Il Console pontificio, a sua volta, rispose di averlo ritenuto inutile, essendo una prassi cdstante che non aveva mai dato luogo ad inconvenienti, in quanto in precedenti occasioni gli emigranti avevano" sottoscritto, prima di lasciare la prigione, una dichiarazione di volontaria accettazione dell'esilio, ed a lui la Direzione generale di Polizia non aveva comunicato che in questo caso, al contrario, i deportandi non avevano sottoscritto la dichiarazione di volontaria emigrazione in America (ed, anzi, ignoravano addirittura quale fosse la loro destinazione) ed avevano tutti ricusato di sottoscrivere il precetto loro intimato.27)
Quanto ai venticinque faentini, essi sembrano essere stati meno poveri dei detenuti del Forte Urbano di cui diciamo poco più avanti: pur se per alcuni è indicata la necessità di provvedere a qualche capo di abbiglia-
1 1 Muratori renderà conto alla-, E H, 'E. di tutte le gravi Gontrartefl covate m questai tìteòstànzà per parte dei depòìrt"'S da questo Console americano che si opponeva alla partenza coattiva de' medesimi e che non l'ha permessa che a tali condizioni da renderla assai difficile e dubbia: lettera del Console generale pontificio al Direttore generale di Polizia del 18 maggio 1855, n. 1088, in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio, rase. 280, sottofasc. 16, -.'cife 'M- lettera sembra in contrasto .mn quanto raffermato nella precedente dell'I 1 maggio n. 1(578, sul forte appoggio- -datogli dal Console degli Stati Uniti. In questa del 18 maggio il Console Calza indica invece la còGpérazione dell'I. R. Governo e l'opera della brava gendarmeria pontificia.
1 Lettera della Direzione generale di Polizia al Console generale pontificio in Livorno del 27 maggio 1854, n. 280-3413, in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio, fase, 280, sottofasc. , dt.
J Lettera del Consolò generale pontificio in Livorno alla Direzione generale dì Polizia del 2 giugno 1854, n, 1116, citata all'inizio. Scriveva il Console: Tutte Jè volte che ..da codesta Direzione generale di Polizia o dalla Direzione di Bui ugna mi sono stati diretti degli individui per mandarli esiliati in America, sono qui giunti dopo aver essi conosciuta e consentita la loro destinazione benché coattiva e cosi io doveva credere che fosse questa volta. Quando ciò fosse Stato, l'ihtcrpellazione del Console Americano avrebbe ratto molto meno impressione in essi. Come e accaduto le altre volte, e le loro risposte non avrebbero allarmato lo stesso.- Console. D'altronde detto Console assicura di non poter dispensarsi di fare consimili interpellanze, perché è assolutamente vietato dalle legge Americane di imbarcare coattivamente degl'individui in Bastimenti Americani .