Rassegna storica del Risorgimento
Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
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2001
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Elio Lodolitii
trovar lavoro , in quanto non conoscevano l'inglese, e per di più essi erano oggetto di odio ed anche di aggressioni da parte dei ben più numerosi cattolici irlandesi, che in ognuno degli italiani vedevano un nemico del papa,3*?
3. Per completezza di notizia., va aggiunto che non tutti i faentini deportati rimasero negli Stati Uniti: alcuni di essi tornarono ben prestò in Europa, e qualcuno addirittura in Italia, se non nello Stato pontifìcio.
Fra i 25 faentini deportati, negli Stati Uniti nel 1854, già pochi mesi più tardi, nel gennaio 1855, Giuseppe Rava e Pietro Triossi, o Triori, o Troissi erano a Genova ed il Console generale pontificio negli. Stati sardi aveva rilasciato loro un visto per Barcellona.32) Il loro ritorno in Europa era stato possibile grazie al fatto che il Console generale pontificio a Nuova York per iscusabile inavvertenza (tale fu definita dalla Segreteria di Stato) aveva rilasciato ad entrambi il visto per Genova. La Direzione generale di Polizia, cui la notizia era stata data dalla Segreteria di Stato, diramò una circolare a tutti i Consoli pontifici, invitandoli, se si fossero loro presentati i due suddetti per chiedere un visto, a rilasciarlo, naturalmente non per lo Stato pontificio, ma per altri Stati, mentre dovevano procurare possibilmente che tornino in America.33)
Nel maggio 1855 Pietro Triossi era ancora, o di nuovo, a Genova, e dopo aver lavorato in una fonderia, era passato ad una bottega di ra-
3) GIOVANNI MAJOLI, Aristocrazia patriottica romagnola. Ventìcinque faentini esiliati e deportati in America in La Pie, a. XVI (marzo 1847), voi. XX, n. 3, pp. 38-40. Maioli pubblica, preceduti da un breve commento, tre ritagli di giornale: 1) L'Italia del Popolo, a. IV, n. 236, Genova, 26 agosto 1854, che riporta dal New York Herald una breve notìzia dell'arrivo della nave Kimball, proveniente da Livorno, con venticinque romani esiliati dal pontefice per opinione polìtica, di cui elenca i nomi (con qualche piccola differenza nella grafia rispetto all'elenco sopra riportato; 2) L'Italia del Popolo a. IV, n. 266, del 25 settembre 1854, con la notizia del discorso di Ugo Forbes; 3) L'Eco d'Italia di New York (ufficio numero 298 Broadway, F. S. Secchi de Casali, redattore) sulla Erogazione di denaro raccolto a vantaggio dei deportati faentini;
3?) Lettera del Console generale pontificio negli Stati sardi al Direttore generale di Polizia del 16 gennaio 1855, n. 501, in AS Roma, DG Polizia, PR, fase. 280, sotto fase. 16, cìf. Il Cònsole precisava altresì che i due ex deportati erano alloggiati all'Albergo dei Cipressi, fuori Porta Pia e che ricevevano i mezzi di sussistenza dal Comitato genovese di Emigrazione.
33) Lettera della Segreteria di Stato del 2 gennaio 1855, n. 62618, alla Direzione generale di Polizia e circolare di quest'ultima a tutti i Consoli pontifici all'estero, esclusi Nuova York e Genova, datata Roma, 8 gennaio 1855, n. 280/6679, in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio,. rase, 28Q, sòttofasc. 16 cit.