Rassegna storica del Risorgimento

Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <338>
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Elio Lodolini
giovane età si arruolassero in un qualche esercito belligerante non importava quale, né da quale parte e gli ammogliati emigrassero in qual­che Stato dell'America- anche in questo caso, non importava quale , previo assenso del Paese che avrebbe dovuto riceverli e con pagamento delle spese di viaggio da parte dell'Amministrazione statale pontificia, in quanto i detenuti erano tutti poverissimi.
L'ipotesi di arruolamento in un qualche esercito belligerante fu cancel­lata nella minuta definitiva spedita al Pro-legato di Bologna, ma venne più tardi ripresa. Ricordiamo che in quel momento era in atto la guerra fra la Russia e la Turchia, quest'ultima appoggiata da corpi di spedizione della Francia, dell'Inghilterra e del Regno di Sardegna. Parecchi detenuti politici accettarono questa formula e sottoscrissero l'impegno di andare a combat­tere in qualche straniera legione pur di ottenere la scarcerazione.
Alla richiesta di informazioni sulla questione dei politici detenuti nel Forte Urbano di Bologna, avanzata dal Ministro dell'Interno, il Com­missario straordinario per le Legazioni e Pro-legato di Bologna rispose, con piena obiettività, riconoscendo come del tutto giuste le richieste dei detenu­ti, ed affermando testualmente che il tenerli in carcere costituiva un' arbi­traria detenzione, che si prolungava ormai da cinque, sei ed anche sette anni: alcuni detenuti, dunque, erano tali da epoca addirittura anteriore alla Repubblica Romana del 1849.45) Non si spinse tuttavia sino a proporne la scarcerazione; al contrario, affermò che non era possibile rilasciarli, in quanto si trattava di individui che vissero sempre nel furto e nei delitti d'ogni maniera, e ne proponeva quindi l'invio in Algeria o in America.
L'Algeria, però, era troppo vicina, e dall'Algeria era facile rientrare nello Stato pontificio, cosa che in precedenti casi era effettivamente avvenuta.
A questo punto si innestò nella vicenda la possibilità di effettuare l'emigrazione verso l'Australia, di cui ci siamo già occupati nel citato Con­vegno del 1988, ai cui Atti rinviamo.
Un elenco del 4 agosto 1855 di detenuti nel Forte Urbano di Bologna che avevano accettato di cambiare la detenzione con l'emigrazione forzata, con la scelta fra America e Australia comprende novanta nomi.46) Di essi,
45> Lettera del Commissario pontificio straordinario per le Legazioni e Pro-legato di Bologna, Polizia, Sez* *t protocollo riservato, datata Bologna, 7 giugno 1855, n. di proto­collo riservato 105, al Ministero dell'Interno, nel quale fu protocollata m arrivo al n. 10354, in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio, n. 3587, b. 519, fascicolo Detenuti al Forte Urbano *, cit
* AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio, n. 3587, b, 519, fase. 29 cit., sottofasc non numerato dal titolo originale N. 90 dichiarazioni di volontario esilio dallo Stato pontifìcio in lontane regioni emesse dai detenuti precauzionali nel Forte Urbano.