Rassegna storica del Risorgimento

1849 ; FRANCIA ; REPUBBLICA ROMANA (1849)
anno <1914>   pagina <686>
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6S6 Bibliografia
e interessanti documenti presentati.1 'Bimane nell'animo insoddisfatto, il desiderio eli conoscere in tutta la loro ampiezza le ragioni sociali, giu­ridiche, economiche che hanno spinto gli svizzeri soprastanti a tentate con ostinazione mirabile di conquistare il sud, e quajl tta.taggi spera­vano quelle terre che si rivolgevano al nord nel momento del pericolo, invece di star con il resto della patria.8
Tutto questo, ripeto avrei voluto conoscere con una certa ampiezza anche perchè il problema che si impone al sec. XV, come nei precedenti e del resto in ogni tempo, è eminentemente economico. Francia, Can­tone di Uri o di Zurigo, Sforza, Bleuio, Bellinzona, Leventina sono pa­role che non hanno- un grande contenuto ; al di là dalle milizie coman­date dal Carmagnola o da quelle del re di Francia, vi è pur sempre un popolo che si muove, perchè ha interessi propri da tutelare o da im­porre : e sono questi interessi che lo urgono ohe lo spingono a prendere decisioni e deliberazioni immediate ohe talvolta hanno conseguenze se­colari. E al Fometta per svolgere quest'ampia tela non sarebbero man­cati né argomenti, né documenti ; anzi a me pare che quelli riportati nel primo volume siano importantissimi per la vita di quel tempo, e tali da meritare,, pur trattandosi di un libro di divulgazione? un com­mento più ampio e accurato:.
La politica espansionistica degli svizzeri si conduce in due modi dif­ferenti verso il ducato: di Milano e verso la Francia j mentire al sud vo­gliono la conservazione del piccolo stato nelle mani di uno Sforza, ap­punto per trarne- i maggiori vantaggi j all'ovest distruggono il ducato di Borgogna, appunto per compiacere alia Francia. B relazioni con Mi­lano, per la natura dei luoghi erano antiche. I primi rapporti ufficiali om-sacrati, in documenti risalgono alla une del sec. SUI. E qui mi sarebbe assai piaciuto che il Pometta invece di riportare tanti versi del Petrarca o del­l'Ariosto, che sono cose pressoché inutili in un libro di storia, o almeno si possono relegare in una semplice: gota.; 8 che l'Autore avesse, dico,
t Vedasi i), es. la lunga discussione che fa a proposito della collina sulla quale si ritirarono ì vinti di Ai.'bedo.: ;. iÌ8c.nssj;on:i?: ee andréb assai bene svolta in una nota, ampia nTl he BÌ vuole, ma fuori dal contesto, perchè in qualunque luogo sia il villaggio incendiato). J vieejate storione non mutano aftattó :: le conseguenze rimangono sempre le medesime. Certe piccole ricerche erudite Se- possono dare intime soddisfazioni a hi rSfcnuia un determinato argomento, non devono ingombrare la via, a scapito dell'eeonojuia del lavoro.
* Gli accenni non mancano, e sono anaàf. moltissimi, ma troppo fugaci e non tali da determinare una vera e propria tesi atorioa comeVA. avrebbe potuto fare assai bene, dati i materiali. d icn*'disponeva.
. * lo rilevare qui una frase, che, -al pari- di altre molte meriterebbe di essere tolta per la sua dabbia esattezza storicap:. 28 voi. 1 parlando della