Rassegna storica del Risorgimento
Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
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2001
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Elio Lodo/ini
Livorno si alloggerebbero tutti in alcune carceri che si trovano al Lazzaretto, e dal Lazzaretto medesimo potrebbero andare a bordo del bastimento, sempre a condotta del Commissario pontificio e dei suoi agenti.53) Quest'ultima clausola fu poi modificata nel senso di far giungere i detenuti a Livorno all'ultimo momento, nello stesso giorno dell'imbarco. :
Il via ad ogni partenza fu dato dal Console generale pontificio in Livorno, Vincenzo Calza. Era questi che comunicava alla Direzione generale di Polizia in Roma la notizia della imminente partenza di navi, per lo più statunitensi ma almeno in un caso si trattava invece di una nave di bandiera sarda , per Nuova York. Da questa comunicazione prendeva il via l'iter della pratica per la deportazione : invio al Console della somma necessaria per far fronte ad ogni spesa, comunicazione al Commissario straordinario per le Legazioni e Pro-legato di Bologna circa il numero dei detenuti da deportare, commisurato alle disponibilità di bilancio, accordi con le autorità granducali affidati anch'essi al Console per il passaggio dei detenuti attraverso il territorio toscano e per la relativa scorta, precisazione dell'itinerario e dei tempi per il trasferimento dei deportandi da Bologna a Livorno.
In particolare, i tempi dovevano essere attentamente valutati, per far sì che i deportandi giungessero a Livorno nello stesso giorno della partenza della nave che li avrebbe trasportati in America, in modo tale da essere imbarcati immediatamente e senza possibilità di sbarcare prima della partenza. Lo sottolineava il Governatore di Livorno al Console generale pontifìcio, anche sulla base di istruzioni ricevuto dal proprio Governo: per li ordini e discipline che si osservano a bordo dei bastimenti americani, può dipendere dalla libera volontà degli stessi emigranti di recedere dalla determinazione di recarsi in America anche dopo essersi portati a bordo .54)
La partenza del primo gruppo di deportati, inoltre, provocò nuovamente qualche problema con le autorità degli Stati Uniti, rappresentate a Livorno dal Console Binda, con conseguenti ritardi.
Questi dovette recarsi a Firenze, per accertare presso le autorità governative del Granducato quali fossero le condizioni e le modalità del trasferimento degli emigranti a New York. Il Console degli Stati Uniti insisteva su tre punti: 1) che fra coloro che partivano per gli Stati Uniti non vi fossero colpevoli di delitti ordinarj , cioè che si trattasse di persone che venivano esiliate soltanto per le loro opinioni politiche; 2) che gli esiliati partissero volontariamente, per loro scelta, e non perché vi fossero
53) A5 Roma, DG Polizia, PR, carreggio, n. 3587, b. 519, fase. 29 cit, soctofesc. n.n. s*; Lettera dell'I, e R. Governo di Livorno, firmata L. BatgagU, al Console pontificio, datata Livorno., 8 gennaio 1857, n. 1978, in AGACE, AH, Cons. pò rat. Livorno.