Rassegna storica del Risorgimento

Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <348>
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BOfo Latto/itti
Circa la volontarietà dell'esilio, a tutti i deportati veniva fatta rilasciare una dichiarazione scritta, nella quale affermavano di partire volontariamente, e quindi su questo punto anche qui, almeno formalmente gli accordi venivano rispettati. Come abbiamo detto, c'è tuttavia qualche dubbio che i deportandi comprendessero esattamente il significato dell'impegno preso: per esempio, dei dieci emigranti partiti nel maggio 1856, ben nove etano analfabeti, incapaci anche di tracciare la propria firma. Tutti e dieci dovette­ro essere forniti, a spese dell'erario, di qualche capo di abbigliamento: sette avevano necessità di un paio di calzoni, nove di una camicia, tre di un paio di scarpe.57)
Comunque, qualche difficoltà sorse nelle prime partenze, e per accor­dare il permesso di transito al terzo gruppo di deportati, nel dicembre 1856, il Ministero granducale dell'Interno chiese di conoscere quali accordi fosse­ro stati presi fra il Consolato generale pontifìcio in Livorno ed il Consolato degli Stati Uniti, per essere sicuro che, concedendosi il richiesto transito, non sorga, siccome altra volta, ostacolo né difficoltà veruna per il loro imbarco sopra la Nave Americana che dovrebbe condurli alla loro destina­zione e per evitare che si rinnovino gl'incontrati inconvenienti .58)
Secondo gli accordi presi, il trasferimento dei deportati avvenne per lo più con pernottamento e successivo passaggio del confine a Porretta, scorta di gendarmi pontifici in borghese, poi anche di gendarmi toscani nel Gran­ducato, nuovo pernottamento a Pescia e trasferimento per ferrovia da Pescia a Livorno.
Anche ai deportati dal Forte Urbano fu esteso il precetto di non rien­trare nello Stato pontificio, sotto pena di dieci anni di galera.
8. Un primo gruppo di deportati partì da Livorno il 15 gennaio 1856 a bordo della nave di bandiera sarda Febo. Il cognome del capitano, poco chiaro nei documenti che abbiamo sopra indicato, sembra Caboaro, mentre è chiaro il nome proprio, Girolamo. Da un controllo effettuato sulla docu­mentazione dell'Archivio di Stato; di Livorno, nome e cognome risultano chiaramente come Francesco Buontempo.59) La nave, per contratto con i
57> Distinta degl'effetti di vestiario è calzatura occorrenti a' dieci sotto indicati dete­nuti nell'atto del loro imbarco per l'America, senza data (che si tratti del gruppo parato nel maggio 1856 si rileva . mtécùMò. dei ntìftfii ini AGCE, AH, Éòns. pont. Livorno, cassa 23,
"> teiera dclPf. R. Governo di Ljygrnoj a firma dellOJovernatore largagli, del 19.' dfc ccmbre 1850, al Console generale pontificio, in AGACE, ArEons. pont. livornocassa 2
5) U controllo sulla documentazione conservata nell'Archivio di Stato di Livorno, i ctji risultati sono esposti qui di seguito stata cortesemente effettuata dall'archivista Cristina Francioli, che ringrazio, al pari dd Direttore di quell'Archivio, Paolo Castignoli. Nell'Archivio