Rassegna storica del Risorgimento

Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <353>
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! Detenuti politici dello Stato pontifici 353
Un ritardo nella partenza, causato da malattia del capitano della nave, minegiò di creare nuovi problemi. La Delegazione di Governo del Terziere del forto scrisse addirittura al Console generale pontificio, il 30 settembre, che, poiché la nave americana ritardava la partenza già prevista per ili. 28 settembre, era necessario che i sei detenuti fossero riportati fuori dal terri­torio del Granducato, ovvero che fossero immediatamente imbarcati su altra nave,73) H ristabilimento in salute del capitano americano salvò la situazione.74)
Al termine di questa serie di deportazioni, il 20 ottobre 1858 il Legato di Bologna, card. G. Milesì, rivolse un ringraziamento al Console generale pontificio in Livi?np,: cui interamente affermò il Legato si doveva il buon esito dell'impresa dell'imbarco dei sei prigioni deportati a Nuova York, e gli comunicò che il trasferimento di detenuti politici del Forte Urbano in America sarebbe stato proseguito: Dovendosi dessa [impresa] ripetere anche per altri, prego perché all'evenienza di nuove opportunità voglia farmene a tempo istrutto, indicando il numero degl'individui che potrebbero essere imbarcati .75)
Ed infatti pochi mesi più tardi la Legazione di Bologna propose alla Segreteria di Stato l'invio in lontane regioni di altri dieci detenuti del Forte Urbano. Ne scrisse il 26 aprile 1859 la Segreteria di Stato al Direttore generale di Polizia comunicandogli che il Cardinal Legato, ripetendo le insistenze che sì fanno da alcuni detenuti precauzionali esistenti nel Forte Urbano di andare emigrati a luoghi lontani, significa di aver preso intelli­genze cori il Console pontificio in Livorno ad oggetto di inviare dieci dei medesimi a Filadelfia, ove, secondo le notizie avute, troverebbero facilmen­te occupazione, essendo per gl'Italiani que' luoghi più conformi alla loro indole e alla loro lingua . Nello stesso tempo, I Legato desiderava di diminuire il numero dei detti detenuti mediante la emigrazione a lontane regioni .
La Segreteria di Stato informava altresì di aver risposto al Legato che, di massima, non c'erano difficoltà sulla proposta, ma sottolineandogli le circostanze politiche del momento, e soprattutto la effervescenza che oggi esiste in Livorno, per la quale sarebbe assai probabile che, giunti gli emi-
73) Lettera della Delegazione di Governo, del Tendere del Porlo del 30 sétt. 1858 al Console generale pontificio, in AGACE, AH, Cons. pont. temo, cassa :23.;
"'J II Consoie rispose nello stesso giorno 30 settembre alla Delegazione del 'Porto che Il capitano si era ristabilito e la nave americana stava per partire; quindi i detenuti potevano essere partati a Livorno: AGACE, AH,, Cons. pont. LHptno, cassa '23.
*5) Lettera delist Legazióne di Bologna, Polizia, PR, n.. 158(3, datata Bologna, 20 otto­bre 1858, al Console generale pontificio in Livorno, in AGACE, AH, CÓDS. pont. Livorno, cassa 23.