Rassegna storica del Risorgimento
Stato pontificio. Stati Uniti d'America. Secolo XIX
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2001
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Sito JLodoiini
grànti in detta città di Livorno, in luogo di imbarcarsi per lo stabilito destino, si avviassero in Piemonte .76) Ed in effetti erano centinaia e centinaia i cittadini dello Stato pontifìcio che partivano, con o senza passaporto, per il Piemonte, per arruolarsi volontari (nelle carte di polizia di questo periodo ne abbondano le notizie, ivi comprese quelle di militari che disertavano dall'esercito pontificio per arruolarsi volontari in Piemonte).
La Direzione generale di Polizia scrisse, a sua volta, al Legato di Bologna, formulando analoghe considerazioni: (...) Benché tal misura [cioè la deportazione di altri dieci reclusi del Forte Urbano] non incontrerebbe in massima difficoltà per l'effetto, pure, considerate le attuali contingenze, non sembrerebbe opportuno dover secondare la richiesta di coloro che si facessero a promuoverla in siffatto tempo con direzione a Livorno .77)
Già da alcuni giorni (27 aprile 1859) il Granduca aveva lasciato la Toscana, nella quale si era costituito un Governo provvisorio, preludio all'unione con il Regno di Sardegna ed alla successiva formazione del Regno d'Italia.
La proposta del Legato di Bologna di deportare altri dieci detenuti non poteva quindi trovare accoglimento, mentre di lì a poco, con la fine del dominio pontificio su Bologna (giugno 1859), cessarono le deportazioni dei detenuti politici dello Stato Romano già concentrati nel Forte Urbano.78)
ELIO LODOLINI
76) Lettera del 26 aprile 1859, n. 2499 della Segreteria di Stato, a firma del Card. Giacomo Antonelli, al Direttore generale di Polizia, in AS Roma, DG Polizia, PR, carteggio, rase, (numero di protocollo e di archivio) 1720 dell'anno 1859, nella b. 559, fase. 28 dì numerazione moderna.
'"J Lettera della Direzione generale di Polizia al Legato di Bologna del 6 maggio 1859, n. 1720-59, in AS Roma, DG Polizia, PR, fase. 1720 del 1859, b. 559, fase. 28, cit.
" L'allontanamento dal territorio nazionale di condannati tu ventilato anche dal Regno d'Italia dopo l'Unità. La ricerca di un territorio extraeuropeo in cui istituire una colonia penitenziaria prese le mosse da trattative con il Portogallo nel 1862 per quanto riguarda i territori dell'Angola o del Mozambico, mentre negli anni successivi furono formulati pror getti relativi ad isole nell'Oceano Indiano e nel Gaelico. La ricerca qui sopra esposta sui deportati politici romani negli Stati Uniti potrebbe essere proseguita, oltre che negli altri archivi citati, anche negli Stati Uniti, a cominciare dalia documentazione sull'arrivo di immigrati nel porto di New York. L'analoga prosecuzione della ricerca in Brasile, per quanto riguarda i deportati dello Stato pontificio a Bahia (v: sopra, nota 1), ha dato positivi risultati. THALBS DB AZEVEDO, Italiano* na Bahia., in: italiano* na Bahia e nutro* tomai, Bahia, l'impresa gràfica da Bahia (Secretarla da Cultura do Escado da Bahia, ColecSo Tetra Primaz), 1989, pp. 13-60, ed ivi, in particolare, il capitolo 4, Partecipalo na Sabina-eia, urna rcvelacào, relativo alla partecipazione, precedentemente non conosciuta, dei deportati italiani alla repressa rivolta indipendentista così denominata, che il prof. Thales de Azevedo ha ulteriormente arricchito e completato con documentazione dell'Archivio Pubblico delio. Stato di Bahia.