Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno
<
2001
>
pagina
<
403
>
Ordine pubblico a Mogia 1912-1914 4C0
Dalla consultazione delle fonti è emerso chiaramente come il prefetto; Dallari fosse attivamente impegnato nell'attuazione del disegno giolìttiaMGk osteggiato in ciò strenuamente dal padronato locale. Infatti la prima conseguenza di tale nuovo indirizzo fu la rottura della tradizionale solidarietà tra il prefetto e le classi possidenti, le quali perseguirono in tutti i modi il fallimento della politica conciliatrice, rifiutandosi spesso di venire a patti con i rappresentanti delle classi lavoratrici.
In principio, infatti, il padronato adottò la tattica del non-riconoscimento che si concretava nel rifiuto di riconoscere alle organizzazioni dei lavoratori il diritto di trattare in loro nome; quando poi presero atto dell'inutilità del loro atteggiamento a fronte di un movimento di emancipazione sociale dei lavoratori che si rafforzava e si faceva più determinato, tanto i proprietari terrieri che gli industriali si decisero ad organizzarsi in associazioni con funzioni di resistenza.
A Bologna sorsero così T8 ottobre 1911 la Federazione industriale edile comprendente tutti gli industriali delle industrie murarie ed affini (ca-pimastri, fornaciai, cementisti ecc.) ,]) e, prima, il 21 febbraio 1910 l'Associazione Agraria, che rappresentava la maggior parte dei proprietari terrieri. Con queste due associazioni e soprattutto con l'Agraria, il prefetto giolittia-no Dallari ebbe spesso rapporti molto tesi proprio per la riluttanza opposta dal padronato ad acconciarsi ad uno spirito conciliativo nei confronti delle legittime rivendicazioni dei lavoratori, le cui agitazioni si fecero più frequenti negli ultimi due anni antecedenti al conflitto mondiale in conseguenza della crisi economica che nel 1913 aveva colpito il mondo intero.
La politica di pacificazione tra le classi sociali portata avanti da Giolitti costrinse il prefetto Dallari ad assumere spesso le difese delle classi lavoratrici e ad opporsi alle richieste del padronato che sperava di poter continuare a risolvere le agitazioni e gli scioperi con il ricorso all'esercito. Dallari seguiva pedissequamente i dettami del presidente del Consiglio, il quale, se da una parte sosteneva che doveri del Governo fossero il mantenere l'ordine pubblico ad ogni costo e garantire nel modo più assoluto la libertà del lavoro , dall'altro aveva posto fine all'uso invalso di sostituire l'esercito agli scioperanti, poiché impolitico, Infatti Giolitti riteneva che adottando il sistema ài sostituire il lavoratore libero con l'esercito, il Governo [avrebbe preso] ingiustamente parte nella lotta fra capitale e lavoro, parteggiando per il capitalista, e la moltitudine dei lavoratori ne [avrebbe ricevuto]
ti) ARCHIVIO DI STATO DI BOLOGNA (ASB), Gabinetto di prefettura (Gab. di pref.), cat. 6, fase. 2, rapporto del prefetto Quaranta al ministero dell'Interno Direzione Generale di P. S. sulle condizioni politiche della Provincia del 2 ottobre 1914.