Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
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2001
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407
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Ordine pubblico et Bologna 1912-19H 407
La Federazione industriale edile proprio in quei giorni di settembre si scioglieva, con il proposito di dare vita ad una nuova organizzazione (che non fu mai costituita) che avrebbe dovuto essere più agguerrita nella lotta contro l'invadenza delle cooperative rosse; all'atto di sciogliersi mandava a Dallari una lettera assai polemica, che svela ti clima diffuso tra il padronato di aperta intolleranza verso la politica giolittiana.22) La Federazione denunciava infatti come i nuovi rapporti che vanno quotidianamente stabilendosi tra le organizzazioni operaie e le pubbliche amministrazioni [fossero] a tutto danno della classe industriale edile, da cui l'esigenza e la necessità di istituti di previdenza e di mutualità [per ridurre] al minimo i danni derivanti ai singoli dalle agitazioni operaie.23)
Le rivendicazioni del padronato furono prontamente raccolte dal libe-ral-conservatore Antonio Salandra il quale, divenuto presidente del Consiglio il 21 marzo 1914, provocò un brusco cambiamento ed un ritorno al passato in quanto la prassi conciliativa cedette il posto all'usato intervento dell'esercito in nome della difesa della proprietà privata.
I fatti di Mo Un ella: dalla vertenza Zerbini all'episodio di Guarda. I due prefetti a confronto
L'analisi delle due vertenze fra l'Agraria e le leghe socialiste di Moli-nella che videro impegnati i due prefetti, Dallari e Quaranta, ci permette di evidenziare il cambiamento del clima politico e dell'atteggiamento del governo nei confronti delle rivendicazioni delle leghe socialiste dopo le dimissioni di Giolitti nel marzo del 1914. H mutamento di governo si ripercosse intatti anche sulla vertenza in corso a Molinelia con la sterzata a favore dell'Agraria data alle trattative dal nuovo prefetto Quaranta, il cui. arrivo a Bologna fu accolto entusiasticamente da II Resto del Carlino, che gli dedicò due colonne di fitti elogi,24) mentre passò sotto silenzio la partenza di DaliarL
Che il prefetto fosse malvisto dalla classe dirigente bolognese lo dichiarò invece a chiare lettere L'Avvenire d'Italia che non nascose la propria soddisfazione per la partenza di Dallari, venuto in odio all'Agraria per la
2 ASB, Gab. di prc, catf 6, fase. 2, lettera della Federazione industriale edile a Dallari del 28 settembre 1913.
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3*1 // Resto del Carlino y 2 agosto 1914. Il giornale era tato acquistato da un gruppo di zuccherieri e agrari nell'estate del 1909, A proposito del cambio di proprietà del quotidiano vedi MAJUA MALATESTA, // Resto del Carlino, potere politico ed economico a Bologna dal 1885 al 1922, Milano, Guanda, 1978, pp. I91r233,