Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
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2001
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411
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Ordine pubblico a Bologna 1912-1914 411
ricchito in pochi anni coi milioni dello stato (...) Nessuno è riuscito a smuovere o a commuovere la bestia umana che alberga in quel corpo malfatto poiché la sicurezza di poter disporre della truppa e dell'autorità l'hanno reso sordo ad ogni dovere civile (...) In tal modo si pretende difendere e rafforzare il diritto di proprietà mentre lo si compromette e si spargono a piene mani i germi del disordine e del delitto.36)
Giolitti, interessato a perseguire lo scopo di irretire il movimento operaio nei lacci di una politica riformista37) e di conseguenza disponibile alle esigenze avanzate sul terreno economico-rivendicativo dagli strati più avanzati ed organizzati della classe operaia (e le leghe di Molinella erano la punta di diamante del movimento bracciantile) fece pressioni sul prefetto perché si adoperasse affinché l'agitazione avesse fine, e così scriveva a Dallari:
Prego V.S di voler cercare se non sia possibile trovare una via di accomodamento alla questione sorta nel comune di Molinella per lo sfratto intimato ad una famiglia di coloni, questione che ha suscitato viva agitazione fra quella popolazione.38)
Ma il prefetto si trovava tra due fuochi; Se l'Agraria non voleva saperne di venire a patti con le leghe, queste ultime non erano disposte ad accomodarsi ad alcuna risoluzione che non riconoscesse ogni richiesta avanzata.39 Infatti le leghe di Molinella rifiutarono la proposta avanzata dall'Agraria di affittare al colono Pondrelli, su cui pendeva l'escomio, un altro fondo per un anno. La controversia si era trasformata in una questione di principio e Dallari riferiva a Giolitti:
(...) accordo risultato impossibile insistendo le due parti porre come base trattativa I'una il mantenimento dell'escomio, l'altra la permanenza del Pondrelli nel
Ivi telegramma di Massarenti a Giolitti del 6 novembre 1911.
W Cx. MAZZONI, op. cit.t p. 336.
3 ASB, Gab di pref., cat. 6, fase. 2, telegramma di Giolitti a Dallari del 7 novembre 1911.
5 Dallari si vide costretto a mandane rinforzi a Molinella nonostante le truppe inviate fossero già in numero cospicuo. Il commissario di P. S. Bare ucci denunciava: organizzati circa 2.000 che stazionano vie circostanti tenuti distanza truppa. E manifesta loro intenzione opporsi ogni modo inizio lavori (.) 1 certo non si allontaneranno anzi diverranno più minacciosi iniziandoci lavori . La situazione era àà tale gravità da richiedere l'invio di altri 300 uomini di fanteria a S. Pietro Capo fiume, 100 uomini di cavalleria e 10 carabinieri con qualche graduato da aggregare ai 15 già sul posto (ASB, Gab. di pref., cat. 6*. fase. 2, telegramma del commissario di P. S. Barcucci a Dallari dei 7 novembre 1911).