Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <414>
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Chiara Pelino
Ed infatti l'Agraria cercò fino all'ultimo di intralciare le trattative, arri­vando a ricattare il proprietario Zerbini48) il quale, esasperato dal protrarsi delle agitazioni, aveva deciso di trattare personalmente con i suoi mezzadri. Zerbini, nonostante le minacce dell'Agraria, dedse di scendere a patti con le leghe e P8 giugno firmava il concordato per il quale il colono escomiato Pondrelli poteva far ritorno nel fondo,
L'Agraria subiva così una grave sconfitta, esacerbata dalla defezione di un altro grande proprietario terriero, il conte Bianconcini, che aveva spezzato il fronte compatto degli agrari, stipulando un accordo per la fornitura di manodopera con la lega bracciantile di Molinella.49) Ma fu nel 1914, che l'associazione padronale ebbe la sua rivalsa sulle leghe coloniche e bracciantili di Molinella, grazie all'appoggio del nuovo prefetto Vincenzo Quaranta.
La vertenza del 1914 a Molinella
U 14 gennaio 1914 quasi tutti i mezzadri di Molinella, in vista della scadenza del patto colonico, avevano preso tempestivamente commiato dai rispettivi proprietari comunicando loro che, se il nuovo capitolato non fosse stato rinnovato e migliorato tenendo conto delle loro richieste, avreb­bero lasciato i fondi ai primi di novembre. Le proposte avanzate dai mez­zadri erano che fosse un rappresentante della lega a stipulare e a trattare in loro nome il capitolato e ciò non solo limitatamente alle norme generali ma anche per le norme speciali, le scritte, vale a dire i singoli contratti stabiliti tra locatario e locatore. Ma la proposta non poteva che venire respinta dall'Agraria, in quanto snaturava il concetto stesso di mezzadria e si inseriva nel progetto di Massarenti e della Federterra di eliminare il rap­porto personale tra proprietario e colono e assimilare quest'ultimo al brac­ciante, divenendo la lega rappresentante esclusiva della intera categoria mez­zadrile. Come ha messo in evidenza Mazzoni, scopo della vertenza era quello di indurre i proprietari a rinunciare alla conduzione mezzadrile, in cui [Massarenti] vedeva un ostacolo insormontabile allo sviluppo di quella
**) L'Agraria, per. costrìngere il proprietario Zerbini a conformarsi alle direttive stabili­te dall'organizzazione che non intendeva venire a patiti con le leghe, minacciò il protesto delle cambiali in bianco, ammontanti a 30.000 lire, firmate dal proprietario all'atto della sua iscrizione a socio (ASB, 1912, relazione de! prefetto al ministero dell'Interno Dir. Gen. P. S.f del 6 giugno 1912).
**> Ivi, relazione del prefetto al ministero dell'Interno Dir. Gen. P. S., del 4 giugno 1914.