Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <420>
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Chiara Pelino
Queste non solo costituiscono una rete di maglie coordinate, mediante la federa­zione delle cooperative socialiste, che è arbitra nel riparto dei lavori nelle tariffe ed in ogni altro patto ma non si servono nella esecuzione che di operai organizzati nelle leghe rosse. Così per aver lavoro nelle innumerevoli opere degli enti locali bisogna essere organizzati nelle leghe socialiste: fuori di queste vi è l'ostracismo dai lavori degli enti pubblici come vi è quello dai lavori privati in quanto i proprietari che patteggiano con le leghe accettano come base indiscutibile il servirsi esclusiva­mente di manodopera organizzata. Né lo stesso Stato è riescito finora a sfuggire a tali condizioni del mercato. I lavori dello Stato (parecchi milioni Tanno) sono anche essi affidati alle cooperative e seguono quindi la sorte degli altri. Così si ha il curioso fenomeno che i più efficaci artefici della organizzazione socialista sono i datori di lavoro che volontariamente (enti pubblici) per necessità di pace (proprie­tari) danno lavoro alle sole leghe negando sistematicamente così di assumere alle loro dipendenze quegli operai che cerchino di sfuggire alla tirannia delle organizza­zioni rosse. E sopra tutto occorrerà una opera di incoraggiamento degli elementi sani.68)
Quaranta intendeva porre un freno ai privilegi che alle leghe e alle coo­perative socialiste erano stati concessi dalla politica giolittiana, la quale, al fine di stemperare i caratteri rivoluzionari delle rivendicazioni avanzate dal movimento socialista sul terreno della lotta di classe, era stata effettivamen­te indotta a compiere concessioni speciali nella bassa padana.
D prefetto individuò lo strumento per abbattere il monopolio delle le­ghe nella creazione di leghe autonome, e cioè apolitiche. E così, dopo la prima cooperativa autonoma di Marmorta, nel dicembre del 1914 chiese all'on. Luigi Rava (ministro delle Finanze del governo Salandra e deputato del collegio di Vergato), con cui teneva una fitta corrispondenza, di prov­vedere con urgenza al fine di impedire che TAmminis trazione Provinciale, seguendo la sua tendenza, affidasse al Consorzio socialista delle Coope­rative l'appalto di tutti i lavori stradali compresi quelli nella zona di monta­gna. Il prefetto voleva infatti favorire le cooperative costituzionali nella gara d'appalto e rivolgeva tale appello al ministro:
Ella comprende quale mezzo poderoso di infiltrazione e di propaganda sa­rebbe questo e quale danno e pericolo per gli operai non socialisti (...). Si era pensato di riunire le cooperative costituzionali del circondario formando un secon­do consorzio che avrebbe potuto ottencra i lavori delle strade di montagna, ma gli atti giacciono al ministero dell'Agricoltura.6
fi") ASB, Gab. di pref., cat 6, fase. 2, rapporto del prefetto al ministero dell'Interno sulle condizioni politiche della provincia, del 2 ottobre 1914.
ty ASB, Gab. di prof, cat. 1, fase. 8, lettera del prefetto all'on. Rava, del 12 dicembre 1914.