Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <422>
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Chiara Pelino
Per Quaranta, insomma, il rimedio era semplice o sarebbe il caso di dire semplicistico, poiché la questione, continuava il prefetto, non è politica, ma economica. Tutto stava nel venire incontro alla classe lavora­trice, nel favorirla in maniera tale da rompere il monopolio delle leghe socialiste. Il prefetto certo riconosceva che non sarebbe stata una impresa facile scuotere i costituzionali dallo stato di scetticismo politico e quasi di cinismo in cui li aveva trovati al momento in cui aveva preso servizio a Bologna. Una delle prime cose che i costituzionali avrebbero dovuto fare era imparare dai socialisti i modi per rinsaldare le fila, sfilacciate dagli odi e dai dissidi personali. 11 prefetto infatti evidenziava come:
mentre negli operai è sempre fortissimo lo spirito di organizzazione, nelle classi padronali invece tale sentimento si manifesta in maniera assai scarsa. H solo pericolo del danno immediato raggruppa i proprietari e dà vita alla associazione, ma appena il pericolo è passato, tosto prevalgono gli interessi egoistici e l'organizzazione si sfascia (...).72)
Sarebbe stato opportuno creare dei luoghi della politica, delle pale­stre che si sostituissero ai modesti circoli, che spesso si risolvono in piccole chiesuole chiuse, ove si fomentano le ambizioni personali e le avversioni e i dissensi per questioni piccine. Ma obiettivo ancor più importante per il prefetto era quello di far uscire i proprietari terrieri dallo stato di inerzia politica, dalla condizione di soggezione alle leghe, in quanto, scriveva, essi erano
ridotti a difendere la proprietà stessa assaliti dalle domande ormai material­mente inammissibili degli operai, costretti a subire tariffe intollerabili, obbligati a servirsi di operai organizzati per l'avvenuto monopolizzamento della mano d'opera da parte delle leghe e per l'intimidamento sistematico verso ogni bracciante refrat­tario alla organizzazione (...).73)
Purtroppo, continuava il prefetto,
i proprietari (...) che dovrebbero costituire l'ossatura del partito costituzionale delle campagne, cercano il quieto vivere patteggiando coi deputati e coi capi lega che garantiscono la quiete (...) a patto di un assenteismo politico che diversamente
n ìbidem. M Ibidem.