Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno
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2001
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pagina
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427
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LIBRI E PERIODICI
SOPRINTENDENZA PER I BENI AMBIENTALI ARCHITETTONICI ARTISTICI E STORICI
PER LE PROVINCE DI CASERTA E BENEVENTO, Monoscrìtti di Luigi Vanvìielli nell'archivio della Reggia di Caserta 1952-1973, a cura di ANTONIO GlANFROT-TA (Pubblicazioni degli Archivi di Stato, Fonti, XXX); Roma, Ministero per i beni e le attività culturali. Ufficio centrale per i beni archivistici, 2000, in 8, pp. XXIV-326. S.p.
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Quanto siano stati di giovamento per lo sviluppo delle attività terziarie delle
aree provinciali periferiche lo smembramento della soprintendenza per i beni ambientali, architettonici, artistici e storici di Napoli, Tunica fagocitante soprintendenza della Campania fino a pochi anni fa, ed il conseguente decentramento di gestione è agevole constatare dal cumulo di lavoro svolto in questo periodo. Avviando il mio studio bibliografico sulla produzione di Armando Schiavo, nel saggio introduttivo al suo lavoro Riflessi degli statuti leuciani nell'urbanistica dì Ferdinandopoli, scrivevo: Non molti mesi fa, per una ricerca che stavo portando avanti sul pittore Sebastiano Conca, il quale contatti ebbe nella sua vita con Luigi Vanvitelli, chiesi ed ottenni di andare nell'archivio della reggia di Caserta, dove uno stato di grande disordine e la più assoluta incuria per tanta parte di documentazione storica più o meno preziosa mi impressionarono profondamente .
Si accedeva all'archivio dalla scaletta alla quale si entra dalla porta che sta dietro la statua di Ercole. Nel ricordo ho fisso quello stato di completo abbandono: documenti e registri buttati alla rinfusa qua e là, massicci strati di polvere da per tutto, tracce di presenze assidue di ratti, impossibilità di accedere alle carte. Ebbene, ora non solo l'archivio è stato spostato in ambienti più idonei, ma è stato ordinato e produce sul serio cultura, perché è frequentato dagli studiosi ed è diventato strumento di indagini a volte accurate. Di questo cambiamento in positivo non è la prima volta che scrìvo, anzi ne ho dato il merito al personale e al soprintendente Jacobitti, che con buon intuito seppe fare le scelte opportune.
Di quel soprintendente abbiamo un buon ricordo, oltre tutto provato da scritti e da testimonianze di vicendevole stima. Se una parentesi ci è consentita, non possiamo di certo dire lodi per la gestione Ricciardi, per fortuna breve, ma anche punteggiata di amarezze e dì contraddizioni. Ora, si apre un nuovo' capitolo con la gè-