Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <428>
immagine non disponibile

428 L/jfe fi periodici
stione della signora Guceione; ci 'auguriamo che possa riprendersi un cammino di qualità e si pensi seriamente a programmare con razionalità lo sfruttamento dei gia­cimenti culturali di cui è ricca Caserta con il Palazzo Reale, ma pure è ricco tutto il territorio provinciale.
Ma torniamo al tema centrale di questo intervento, cioè all'archivio e alla pro­duzione storico-critica di cui è strumento valido, specie a quella interessante la figura e l'opera di Luigi Vanvitelli. Di questo diligente progettista delle reali delizie ca­sertane si è scritto e si scrive a più non posso; pure ieri ci è giunto un programma di un'associazione casertana per il 2001 tutto incentrato sulla personalità dell'accorto architetto. Ma, in genere, si ripetono le cose trite e ritrite e improvvisazione e dilet­tantismo caratterizzano tanto materiale.
Vanvitelli si staglia nella cultura del Settecento europeo ed è punto di riferi­mento nella storia dell'architettura italiana; ma l'incidenza che ha è notevole in tutto il panorama storico che riguarda i Borbone di Napoli. Per questo, più che smuovere aria vecchia, è necessario riportare alla luce documenti originali, che possano essere utili sul serio alla sistemazione storico-critica del personaggio e della sua opera. E di materia ancora inedita ce n'è tanta proprio negli archivi, la cui frequentazione eosta massimo impegno di ricerca e tanti sacrifici.
Ebbene, se scorriamo la bibliografia vanviteUiana, di produzione originale e profìcua ben poco si trova. Dopo l'importante pubblicazione dell'epistolario, curata con la pazienza certosina che distingue ogni sua indagine da Franco Strazzullo, e do­po l'inedito vanvitelliano del 1768 dallo stesso autore dato alle stampe nel 1983, solo qualche altro apporto va considerato veramente utile, perché anche i contributi dati al convegno celebrativo del secondo centenario della morte del Vanvitelli in genere risentono delle carenze di approfondimento prima lamentate. Ora, però, ci pare che rischiari l'orizzonte di tanta ripetitività, dannosa più che inutile, un volume che si pone a giusto titolo nella collana delle Fonti (ne è il n. XXX) delle Pubblicazio­ni degli Archivi di Stato dell'Ufficio centrale per i beni archivistici del Ministero per i beni e le attività culturali. Il tomo è derivazione di una ricerca eseguita nell'archivio della reggia di Caserta, del quale appunto abbiamo detto all'inizio di questa nota.
H libro porta un titolo che è indicativo del suo valore: Manoscritti di Luigi Vanvitelli nell'archivio della Reggia di Caserta 1752-1'77'3; è curato da Antonio Gian-frotta, che è direttore appunto dell'archivio del Palazzo Reale casertano; è stampato con sobria eleganza ed è arricchito di buone illustrazioni à eòld sulla materia; si giova della collaborazione di Giuseppe de Nitto, Maria Rosaria Jacono, Lucia Mi­gliaccio -e Luciana Pascucci. Deve dirsi sènza alcuna riserva- che la pubblicazione è utile, perche dà al ricercatore materiale nuovo per approfondire lo studio sull'illustre ingegnere e sugli ambiti da lui frequentati.
Un'annotazione va fatta in merito agli inediti vanvitelliani, che sono tanti oltre tutto perché nel Settecento i grandi uomini; amavano molto confessarsi negli scritti e le lunghe serate trascorrevano tra le carte a fissate idee e progetti. Del fatto sono prova, del resto, gli epistolari ritrovati e dati alle stampe; ci è dato di pensare oltre a quello vanvitelliano all'altro di Tanucci pur ragguardevole e prezioso, e pur interes-