Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <429>
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Libri e periodici 429
sante gli stessi prodigiosi tempi borbonici. Ma bisogna stare attenti e non pensare che tutto il materiale di merito sì esaurisca nei filoni finora conosciuti e resi pubblici; c'è ancora molta e molta roba inedita del Vanvitelli negli archivi Borbone e in altri archivi.
Come era stata data alle stampe la corrispondenza del celebre architetto con il fratello Urbano, ora si dà alle stampe tutto il materiale indirizzato a Lorenzo Maria Neroni, intendente ed amministratore generale degli stati di Caserta, Valle e Duraz-zano, perché in effetti tutti gli inediti della reggia fanno parte di questo filone, con­servato appunto dove il Neroni aveva residenza d'ufficio. Si tratta di trecento mano­scritti, che documentano l'attività vanvitelliana dal 1752 al 1773, cioè dai tempi della posa della prima pietra del grande edificio casertano fino alla morte del progettista. Sono stime peritali, relazioni, valutazioni di lavori eseguiti, atti ufficiali redatti nel­la qualità di regio architetto e di direttore dei lavori a Caserta, ricevute di pagamenti, attestati vari.
Volessimo noi spulciare per lungo e per largo i documenti proposti nel bel vo­lume, troveremmo materia per ricostruire ambientazioni e personalità di operatori impegnati nella imponente costruzione; basta citare i nomi che vi corrono sovente di Pietro Bernasconi, Francesco Collecini, Carlo Patturelli, Carlo Vanvitelli e dello stes­so Bernardo Tanucci per rendersi conto della rilevanza del carteggio presentato. Ma l'interesse non si arresta alle persone, perché questa volta si riversa pure sulle cose, in quanto nei documenti risultano i materiali usati per la costruzione della reggia, i quali per la maggior parte dei casi vengono reperiti sul posto, periziati e sperimentati in loco prima di essere collocati, e costituiscono ricchezza del suolo di Terra di Lavo­ro e della sua storia petrografica.
In definitiva, non si può che dare un giudizio positivo al lavoro del Gianfrotta e dei suoi collaboratori, anche se deve osservarsi qualche carenza di sostanza nelle note bibliografiche proposte e qualche trascuratezza nella trascrizione dei documenti e nelle annotazioni relative. L'importante è che sa ha in mano uno strumento utile, cioè un testo sul quale si può lavorare còri Serietà per ulteriori approfondimenti'e indagini.
GAETANO ANDRISANI
Storia di Pavia, quinto volume, L'età moderna e contemporanea* presentazione di Emi­lio Gabba; s.l. [ma Milano], Banca Regionale Europea, 2000, in 4, pp. 654 con ili. S.p.
Gli Autori del presente volume* progettato dalla Società Pavese M Storia Patria e dato alle stampe in elegante veste tipografica dalla Banca Regionale Europea, si pro­pongono dì mostrare quale fu la vita di Pavia nell'arco di tempo compreso fe ìtt Ri­voluzione francese e la seconda guerra mondiale.