Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
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432 Libri e periodici
Humanum genus (1884), Monsignor Riboldi aveva invitato i parroci pavesi ad esortare i padri di famiglia affinché patrocinasse*: ite buone compagnie e associazioni e contrastassero le sette proibite, tra le quali il vescovo verosimilmente annoverava anche la Società di cremazione (w. p. 96).
Nel 1886 nacque la Loggia Luigi Vedo iti la quale, ricalcando il modello tipico dell'organizzazione massonica, trasversale dal punto di vista sociale e polìticoj; si- dì-I stinse oltre che per l'accanita difesa del principio di laicità anche per una grande attenzione verso le problematiche sociali e, secondo la Tesoro, anche per questo motivo entrò presto in conflitto, insieme alle logge milanesi, con la linea del Gran Maestro Lemmi, amico e sodale di Crispi (/y p. 99). Questa interpretazione della posizione M Lemmi sulla questione sociale ci lascia tuttavia perplessi: v, almeno, per una diversa lettura, Aldo Alessandro Mola, Adriana Leffirj, 'Sràjn Maestro della nuova Italia (1885-1896), prefazione di Armando Corona, Roma, 1985; Un'amicizia massonica. Carteggio Lemmi-Carducci con documenti inediti a cura di Grìsv na Pipino, premessa di Sergio Rosso1 É con un saggio di Aldo Alessandro Mola, La risposta della Massoneria italiana alla Rerum Novarum, Foggia, 1991; Aldo Alessandro Mola, Storia delta Massoneria italiana. Dalle origini ai nostri giorni. Nuova edizione aggiornata, prefazione di Paolo Alatri, Milano, 1994, passim e soprattutto pp. 212-254; Massoneria e questione sociale. Atti ufficiali della Conferenza massonica di Milano, 1894, a cura e con introduzione di Aldo Alessandro Mola, Foggia, 1995. I locali della Loggia Pedotti-,, contigui a quelli della Società democratica e dei reduci, insieme con la sede della Confederatone operaia e con la Bottiglieria Bortolo divennero negli anni Ottanta i nuovi luoghi di incontro della sinistra democratica pavese. Di questo schieramento, accanto ai liberali progressisti, ai radical-repubblicani e ai repubblicani intransigenti, in procinto di abbandonare l'astensionismo e decisi a presentarsi in nuova vesta organizzativa (avrebbero fondato nel 1888 il Circolo studentesco Mazjni e nel 1889 YUnione repubblicana), faceva parte ora anche un nuovo soggetto politico il gruppo operaista. Si trattava di qualche decina di studenti e di artigiani i quali venivano per lo più da una militanza politica mazziniana, si erano convertiti all'ideale socialista secondo l'indirizzo dei giornali milanesi La Plebe e II Fascio operaio, avevano promosso i primi scioperi tra il 1885 e il 1886 e avevano condotto Pavia e la sua provincia a prendere parte a quel generale movimento di protesta popolare, definito la boje, che attraversò le campagne della Bassa padana mentre dilagava la crisi agraria. La Massoneria pavese, giocando la carta dell'anticlericalismo, ma anche del pacifismo e della giustizia sociale, intendeva diventare un punto di aggregazione di tutta la sinistra. Lo si comprese dall'energia profusa per organizzare le celebrazioni delle festività laiche (il 20 settembre; il 10 marzo; il 2 giugo, anniversario della morte di Garibaldi; il 27 agosto, in ricordo della fucilazione di Barsanri) e per creare occasioni politiche mobilitanti e identitarie (per esempio, l'imponente comizio anticoloniale del 9 giugno 1887). Ma la Loggia Pedoni operò soprattutto come motore di una scric di iniziative mirate a contrastare l'inserimento e la diffusione dell'associazionismo cattolico, quali la fondazione del Ricreatorio laico festivo nel 1887 e la riattivazione nello stesso anno della Cucina economica. Il Ricreato-