Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
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2001
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434
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434 Libri e periodici
una tra le pagine più efficaci del suo rieeoscontributo su alcuni bersagli precisi: la loggia Pedotti, la Società di cremazione, il Ricreatorio laico .... Lo scopo di una simile battaglia era chiaro. Si trattava, dal punto di vista dei cattolici, di occupate, o conquistare, gli spazi al momento tenuti ben saldi dai "vituperatori della religione", nei vari campi dell'educazione (scuola e personale docente), dell'assistenza (opere pie, Congregazione di carità, persino cucina economica), della sociabilità (ricreatori, società sportive) ma voleva dire altresì non lasciarsi sfuggire il controllo dei riti di passaggio, insidiati dalle pratiche antireligiose: per esempio i funerali civili e le cremazioni (/, p. 104).
Per effetto delle elezioni amministrative del 1893 lo schieramento democratico cèdette il passo a Pavia alla giunta clericomoderata guidata da Carlo Belli, la quale avrebbe per esempio insabbiato le pratiche per l'edificazione del tempio crematorio.
Una polarizzazione e un riallineamento delle forze politiche pavesi ebbero luogo dopo i tumulti della fame del 1898; Da un lato socialisti, repubblicani e radicali, dall'altro liberali (sia i moderati sia gran parte di quei progressisti che a suo tempo si erano disposti in cordata con i radicali) e i cattolici. Nelle elezioni amministrative del 1899 prevalse sorprendentemente il blocco popolare che candidò uomini nuovi, giovani e preparati quali i professori universitari Luigi Montemartini, socialista, e Luigi Credaro, radicale, gli industriali Quirino Quirìci e Carlo Zacchi, radicali, i medici Achille Monti, socialista, e Luigi Baldi, repubblicano, insieme con amministratori di sperimentata esperienza quali per esempio ì radicali Pietro Dagna e Guido Gnocchi e i repubblicani Felice Migliavacca e Angelo Vigorelli. Questo blocco popolare presentò un programma di forte ispirazione sociale e al contempo modernizzante caratterizzato da obiettivi quali per esempio l'incentivazione di istituzioni cooperative cui affidare un vasto programma di lavori pubblici (strade, edifici), un nuovo impianto di fognature, la refezione scolastica, il potenziamento del servizio medico e di assistenza ai poveri, la municipalizzazione del gas.
Ma, in un panorama politico che continuamente si articolava e si sfrangiava per motivi sapientemente illuminati dalla Tesoro ma dei quali noi non possiamo qui per ragioni di spazio occuparci, nell'età giolittiana l'impronta laica rimase chiara ma non fu più il connotato caratterizzante e distintivo di Pavia, poiché si venne sempre meglio precisando un'altra identità di Pavia, quella cattolica. Tra il 1908 e il 1915 si alternarono una giunta di cattolici e liberali, pilotata dal possidente terriero Angelo Gal barin i, una giunta di radicali, socialisti e repubblicani, diretta dall'ingegner Emilio Franchi Maggi, un periodo di commissariamento e una giunta di cattolici e liberali capitanata da Eteocle Lorini, docente S Scienze delle finanze nell'Ateneo (il quale, precisiamo noi, nel congresso dì Roma del 1904 che aveva segnato la nascita del Partito radicale italiano, aveva dato voce insieme con Meticcio Ruini, Alessandro Groppali e col Giovanni Persico che era stato fra i primi esponenti della Corda Fratres alla tendenza radicale socialista ). Ma se si guarda alle scelte tecnieo-amministrative, si ricava l'impressione di un percorso abbastanza coerente e continuo , osserva con equilibrio la Tesoro. Indipendentemente dal colore delle coalizio-