Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <436>
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436 Libri e periodici
no ad essere dominate dagli interessi agrari (non senza contrasti per altro tra i proprietari e quei fittabili che erano ragguardevole espressione di una razionalità e-conomica fondata sul calcolo dei costi e dei benefici e finalizzata alla ricerca di un profitto sempre maggiore {ivi pp. 187 e sgg,). Né grande, né ricca, né popolosa alla vigilia dell'Ottocento {ivi, p. 190), tra il 1903 e a 1908-1909 Pavia visse il decollo industriale, del quale tu alfiere Quirino Quirici.
Alla storia de La Chiesa pavese dalle Riforme settecentesche alla Seconda guerra mondiale è dedicato il saggio (pp. 231-276) di Giulio Guderzo, imperniato in primo luogo sulle figure dei vescovi che ressero la diocesi e in particolare su Luigi Tosi, Angiolo Ramazzotti e queir Agostino Riboldi la cui scuola avrebbe stando a Guderzo connotato la Chiesa pavese sino al 1934, quando a Giuseppe Ballerini sarebbe subentrato Giovanni Battista Girardi (/W, p. 272).
Alberto Gigli Berzolari delinea momenti e aspetti de La ricerca scientifica a Pa­via ira Sette e Ottocento (pp. 279-322), illustrata da una larghissima schiera di persona­lità tra le quali Lazzaro Spallanzani, Alessandro Volta e Pietro Tamburini, Alessandra Ferraresi studia 7 luoghi della scienza: l'Università di Pavia tra Sette e Ottocento (pp. 323-367), Paolo Mazzarello abbozza una Storia della Medicina pavese da Spallanzani e Scarpa a Golgi (pp. 369-399), mentre Antonio C. Capelo, Conceicào Dos Santos e Mario Ferrari si occupano de La Matematica nell'Ateneo pavese dalla Riforma Teresiana al Novecento (pp. 401-435), Alberto Gabba degli Studi di ingegneria a Pavia nel secolo XIX (pp. 437-444), Luciano Masselli de La Facoltà di Giurisprudenza nell'Ottocento (pp. 445-473), Domenico Magnino de La Facoltà di Lettere a Pavia fra Ottocento e Novecento (pp. 475-488)
Ampio è il contributo di Cesare Repossi, La cultura letteraria a Pavia dalla Re­stauratone alla metà del Novecento (pp. 489-537), il quale osserva che nell'Ottocento le risorse letterarie della città furono assai scarse {ivi, p. 490). Spiccò la ricerca espressionistica di Carlo Alberto Pisani Dossi, che incontrò scarsi consensi al suo tempo e che sarebbe stata apprezzata da scrittori quali Gian Pietro Lucini (1867-1914) e Carlo Emilio Gadda (1893-1973). Studente a Pavia fu nel primo Novecento Delio Tessa (1886-1939), il poeta italiano che più si avvicina ai caratteri dell'espres­sionismo dell'Europa settentrionale; la sua opera in dialetto milanese è di gran lunga più significativa della produzione in dialetto pavese tratteggiata da Felice Dilani;. La poesia dialettale da Siro Carati ad Angelo Ferrari (pp. 539-556).
Nel profilo storico composto da Rossana Bossaglia, L'arte a Pavia fra Ottocento e Novecento (pp. 559-590), trovano spazio fra gli altri, gli scultori Antonio Tantardini (1829-1879) e Alfonso Marabelli (1878-1937), e i pittori Giacomo Trecourt (1812-1882), Tranquillo Cremona (1837-1878) e Federico Faruffini (1833-1869). Molto ar­ticolato il saggio di Gigliola De Martini, Pavia tra Ottocento e Novecento: elementi di storia urbana (pp. 591-636), attentp al rapporto fet, scienza urbanistica e crescita ur­bana.
Auspichiamo che questo volume ricco e complesso raggiunga un pubblico non solo cittadino e provinciale ma nazionale perché ci pare pensato in funzione della storia della nazionale italiana, in un tessuto nel quale la cellula pavese è analizzata