Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
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Libri e periodici 445
scelta protezionistica faranno venir meno le condizioni e le possibilità di praticare un simile progetto riformistico [...] Le difficoltà economiche, gli orientamenti e gli assestamenti interni della classe dirigente, giocheranno infatti in senso contrario al modo in cui Sonnino concepiva il rapporto produzione-distribuzione, perno del suo riformismo. Sarà solo il primo elemento ad essere considerato, con la protezione per rendite e profìtti agrari e industriali, mentre verrà abbandonato il secondo; il che suona come immobilizzazione della situazione delle campagne e del Mezzogiorno, sempre più emarginato, come non modificabilità dell'assetto costituito, e sostanziale rinuncia alla legislazione sociale (p. 173).
MARCO PAOLINO
SANDRO ROGARI, Ruggiero Bonghi nella vita politica dell'Italia unita; Napoli, Vivarium, 2001, in 8, pp. 101. L; 30.000.
Opportunamente l'Istituto Italiano per gli Studi Filosofici di Napoli ha raccolto in questo libro i testi delle cinque lezioni che Sandro Rogari ha dedicato alla figura di Bonghi nel corso di un seminario tenuto presso la sede dell'Istituto nel febbraio 1997. L'obiettivo che l'autore si è proposto è stato quello di ritornare a studiare una personalità, a cui benché si tratti di un protagonista di rilievo della vita politica italiana della seconda metà dell'Ottocento la storiografia italiana novecentesca ha dedicato una scarsa attenzione: questo lavoro vuole essere (per usare le parole dell'autore) un punto di partenza più che di arrivo nell'ambito degli studi bon-ghiani ed intende essere un'occasione di stimolo affinché in futuro vi siano ulteriori approfondimenti dei vari aspetti della vita e dell'opera dell'esponente politico napoletano.
L'analisi di Rogari tocca alcuni dei punti più rilevanti della concezione politica di Bonghi; un liberalismo caratterizzato dal rispetto della pluralità delle idee e dalla tolleranza verso tutte le opinioni, anche quelle contrarie; animato dalla convinzione di possedere al proprio interno una forza ideale in grado di prevalere sugli oscurantismi di qualsiasi natura; diverso nettamente rispetto al; conservatorismo e che si ispirava all'esperienza inglese da Bonghi in accordo con Minghetti - tenuta ben presente. Un liberalismo, quello bonghiano, che si fondava sul costituzionalismo e che presupponeva il governo parlamentare, che era in grado di consentire agli eletti nella Camera il controllo degli atti dell'esecutivo ed in caso di divergenze fra la maggioranza ed il governo nella determinazione dell'indirizzo politico poteva costringere l'esecutivo alle dimissioni (p. 54); un liberalismo che (come quello di Tocqueville) non poteva fare a meno della religione, in quanto ritenuta strumento indispensabile per fondare la società libera, la stabilità dello stato, la sicurezza degli individui (p.