Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
anno <2001>   pagina <450>
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450 "Libri e periodici
seenza di realtà precedentemente trascurate e la ricostruzione di vicende già ignote, che valgono a fornire un saldo fondamento a innovatrici narrazioni e interpretazioni. Nel 1996 l'Istituto per la storia del Risorgimento italiano aveva pubblicato un libro importante, di Carlo Maria Fiorentino, sulla Roma del 1870-76. Come già in quel libro, così pure in questo volume di Andrea Ciampani si evidenzia il rapporto Stato-Chiesa nel concreto manifestarsi nella realtà locale di una città che indubbia­mente è carica pure di foro significati nazionali e internazionali. Anche se Ciampani pone l'accento sulla questione di Roma , evidenziando l'incontro fra cattolici e liberali a. li vello laico, apolitico, comunale, amministrativo, egli non può tralasciare il persistente peso della Questione Romana . Tuttavia è certo che l'impostazione po­litica (ideologico-politica e politico-sociale) di gran parte della letteratura specifica ha portato a trascurare gli aspetti locali (provinciali e comunali), che sono comprensibili soltanto con una sensibilità non esclusivamente politica e sulla base di una ben fon­data conoscenza delle personalità operanti in Roma. Ciampani si è avvalso del nuovo tipo di attenzione nel confronti delle élites ottocentesche e della trasformazione della organizzazione politica e si è servito di una personale notevole ricerca tra le fonti a stampa, ma soprattutto fra quelle documentarie tanto tradizionali (carte Depretis e Crispi dell'Archivio Centrale, Segreteria di Stato pontificia, archivi della Prefettura e della Questura...) quanto di recente fruizione o inesplorate (come quelle della Con­gregazione Affari Ecclesiastici Straordinari, della Rea! Casa, del Comune di Roma, di archivi familiari e personali dei Boncompagni, Borghese, Campello, De Rossi, Salu-stri Galli...) per farci meglio conoscere la personalità e l'opera di protagonisti della vita poHtico-amministrativa romana finora trascurati (basti notare, rimanendo al campo cattolico, che nello stesso Dizionario storico del movimento cattolico in Italia, pur comprendente tre grossi volumi biografici, non vi sono delle voci neanche brevi su di un Paolo Borghese', un Giambattista De Rossi, uno Scipione Salviati, che pur ebbero un rilievo anche a livello nazionale e internazionale).
Se si passa poi dal piano informativo a quello interpretativo, limitandoci ancora al solo mondo cattolico, si deve certamente riconoscere che è pienamente giustificata l'insofferenza di studiosi giovani nei confronti del modo in cui il problema fu affron­tato, con un certo schematismo, mezzo secolo fa. Nel fare anch'io il mea culpa, vor­rei però invocare le attenuanti per chi allora si trovava di fronte a libri di storia nei quali i cattolici postunitari erano quasi sempre considerati complessivamente e senza differenziazioni sotto la denominazione di clericali. Trovò allora forti resistenze anche la distinzione nelle due grandi tendenze dei transigenti e degli intaft-sigenti nei confronti del liberalismo e dei liberali. Già prima della cosiddetta crisi delle ideologie vi furono però tentativi per individuare anche posizioni intermedie, per cogliere ulteriori distinzioni e sfumature; ora siamo in Una fase nella quale si fa sempre più forte l'attenzione alle concrete situazioni degli uomini dell'Ottocento al di là dello scontro fra Ideali diversi, fra contrapposte concezioni della vita.
Mi sembra che questo libro di Ciampani, come già quello di Fiorentino, diano solidi contributi ad una più realistica visione del nostro passato sulla base di una se­ria ricerca e utilizzazione di fonti che in parte erano da tempo accessibili ma non ve-