Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Bologna. Ordine pubblico. Secolo XX
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2001
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454
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454 Libri e periodici
la disparità del diritto, Napoleone Colajanni (1847-1921) avvertiva la necessità di smontare, con argomentazioni scientifiche, il romanzo antropologico di Lombroso, di Ferri, di Garofalo, di Sergi, di Niceforo, criticando la teoria antropologica che bollava i meridionali quale razza maledetta .
Ghisleri e Colajani, autorevoli esponenti dell'ami-razzismo italiano, entrambi di formazione positivistica, furono legati da una lunga amicizia, documentata (anche) dal volume del quale qui ci occupiamo, in cui sono pubblicate lettere conservate presso la Domus Mazziniana di Pisa e il Museo del Risorgimento di Milano, preziose come opportunamente precisa la curatrice del carteggio soprattutto petxen-dere l'umanità dei due personaggi (p. 35) ed in particolare quella di Colajanni, che appare molto diverso dal punto di vista temperamentale rispetto al suo interlocutore.
Il carteggio non corredato dell'indice dei nomi che, facilitandone la fruibilità, ne farebbe apprezzare maggiormente anche l'utilità si estende dal 1878, quando Ghisleri era impegnato nella redazione della Rivista Repubblicana (alla quale fece collaborare, oltre Colajani, Gabriele Rosa, Giovanni Bovio, Roberto Ardigò, Leonida Bissolati, Enrico Ferri, Filippo Turati,...), al 1919. Nel 1921 Colajanni avrebbe apertamente sostenuto il fascismo e le sue azioni squadristiche e plaudito all'accordo fra socialisti e fascisti. Da parte sua Ghisleri avrebbe invitato nel 1923, quando Mussolini era da qualche mese presidente del Consiglio e c'era in giro una grande voglia di applaudire , a organizzare in Italia un vero Stato democratico . Non per caso durante gli anni della dittatura Ghisleri avrebbe avuto (quasi) il deserto intorno a sé.
CLAUDIO SPIRONELLI
I musei della Grande Guerra dalla Val Canonica al Carso. Atti del Convegno, in Annali del Museo Storico Italiano della Guerra, N 3, 1994; Rovereto, Museo Storico Italiano della Guerra, 1995, in 8, pp. 236 con ili. S.p.
Recensendo in questa Rivista il volume di Massimo Baioni, La religione della patria. Musei e istituti del culto risorgimentale (1884-1918), Quinto di Treviso (TV), 1994 (Anno LXXXUI, Fascicolo III, Luglio-Settembre 1996, pp. 394-397), scrivemmo che esso rafforzava un filone di studi al quale nel 1993 aveva recato un prezioso contributo il seminario di Rovereto su 1 musei della Grande Guerra dalla Val Canonica al Carso,, di cui purtroppo non saranno stampati gli Atti (ivi, p 397).
Quegli Atti erano invece stati pubblicati ed erano andati ad irrobustire la storiografia dei luoghi della memoria, la quale sarebbe stata successivamente alimentata nel nostro Paese da opere quali, per esempio, / luoghi della memoria curati da Mario Isnenghì (Roma-Bari, 1996-1997), L'altare della patria di Bruno Tobia (Bologna, 1998) e Tra guerre e pace. Memorie e rappresentazioni dei conflitti e dell'Olocausto nell'Occidente contemporaneo di Patrizia Dogliani (Milano, 2001).