Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
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2001
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pagina
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483
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FONTI E MEMORIE
LA POLITICA FISCALE DI FRANCESCO CRISPI
1. La politica fiscale di un ventennio (1876-1896) nell'ambito di un ordinamento tributario sostanzialmente immutato negli assetti strutturali e negli strumenti applicativi della finanza erariale e di quella locale. 2. Il mutamento dei contributi dati dalle diverse imposte al gettito totale. 3. Il confronto, nei contenuti, tra la politica di Depretis. 4. ... e quella di Crispi: l'impossibile e inutile promessa di riduzione delle spese. 5. La contraddittorietà tra la promessa e l'ambizioso disegno politico Crispino. 6. Segue: un esecutivo potente, un governo compatto, un'azione ministeriale energica. 7. ... al servizio di uno Stato garante degli assetti sociali. 8. ... e di una politica estera e coloniale intraprendente. 9. La contraddizione, nel Ministro delle finanze Magliani, tra la visione produttivistica dell'attività dello Stato e l'immobilismo nella legislazione fiscale. 10. Una finanza asseritamente logica e tòrte stretta tra la necessità di maggiori spese e la retorica sui mezzi. 11. Il protezionismo degli anni crispini e la sostanziale omogeneità con le analoghe scelte fatte, negli stessi anni, dagli altri paesi europei. 12. Il cumulo dei maggiori aggravi daziari con le altre forme impositive, statali e comunali, sui consumi: l'emersione di problemi di giustizia e di efficienza. 13. Le diseguaglianze nelle imposte di consumo tra Comune e Comune: soprattutto a danno di quelli meridionali. 14. La riduzione dell'imposta comunale di consumo sui farinacei e di quella sul sale bilanci abile dal possibile potenziamento delle tasse comunali di famiglia e sul valore locativo, dall'istituzione dei contributi di miglioria e di due decimi di fondiaria. 15. Le ragioni del diminuito consenso alle imposte proporzionali. 16. Le riflessioni sul possibile potenziamento dei tributi progressivi. 17. Le imposte progressive in Europa, e, in particolare, nelle realizzazioni degli alleati della Triplice nell'ultimo decennio del secolo XIX. 18. Le minoritarie iniziative italiane: la progressività nella proposta di Giolitti e nel progetto del suo Ministro delle finanze, Lazzaro Gagliardo (1893). 19. II ritorno di Crispi al governo: la riforma di Sonni no (1894), la bocciatura dell'imposta sull'entrata e l'esplosione delle spese d'Africa,
20. 11 rigetto dei progetti innovatori sul versante della progressività, l'adozione di un linguaggio solo immaginifico e la necessita di alcune, ulteriori precisazioni.
21. La progressività nell'imposta, di successione. 22. La necessaria distinzione tra la progressività quale unico criterio ispiratore di un sistema tributatici e le imposte complementari .. 23. Il rifiuto dei concreti progetti innovatori e la polemica tutta ideologica contro il mostro socialista della progressività. 24. L'intrinseca contraddizione con raffermato ruolo della borghesia rivoluzionaria.