Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <484>
immagine non disponibile

484
Gianni Marongiu
1. Non fa giustizia alla Sinistra storica, anche se efficacissimo, il giudi­zio che ne diede proprio un ex Ministro delle Finanze, Giuseppe Colombo, nelTinfuriare della contingente polemica politica, soprattutto anticrispina: Cosa ci abbia dato la prima Sinistra,1) lo sappiamo. Ha iniziato l'era della sfrenatezza ferroviaria, e dei debiti per alimentarla. Ha abolito il macinato per aggravare altri consumi necessari. Ha suscitato la questione di Tunisi e aperto perciò la via alla politica delle alleanze e ai grandi armamenti. Ha rifiutato di seguire l'Inghilterra in Egitto e poi ci ha spinti in un'avventura coloniale dalla quale non possiamo più ritirarci (Vive approvazioni). Ha creduto di sopprimere il corso forzoso, accollandoci un debito perpetuo, senza saper trattenere l'oro in paese. Ha perduto il mercato francese, ha lasciato dilagare la burocrazia; e così da un bilancio in pareggio, come lo aveva lasciato la Destra nel 1876, ci ha condotto al disavanzo in permanen­za, a un debito che assorbe la metà delle nostre entrate, a una circolazione metallica apparente e al corso forzoso di fatto, a una situazione economica e finanziaria dalla quale non potremo uscire se non a prezzo dei più grandi sacrifici .2)
In realtà Depretis non si era sottratto alla questione fiscale, quando, nell'ottobre del 1876, alla vigilia delle elezioni, aveva parlato ai suoi elettori di Stradella. Anzi la considerò la questione urgente, quella che dà impor­tanza caratteristica alla rivoluzione parlamentare del 18 marzo, e soggiunse: Bisogna guarire, ridonar la salute, riattivare la vita. Il bilancio dello Stato nasce dal bilancio della nazione. Quando il padre è robusto, anche il figlio nasce e cresce sano. Questa è tutta la questione (...). Bisogna por mano alle riforme tributarie; 1 perché esse, rispondendo alla natura delle forze eco­nomiche, diano luogo alla necessaria elasticità; 2 perché cresca la forza vera della produzione che, ora, in moltissimi casi, è inceppata dalla stessa mala distribuzione delle imposte. Noi ci troviamo spesse volte in un circolo vizioso; le imposte non fruttano, perché manca la produzione; la produzio­ne non cresce, perché le imposte sono il principale impedimento. La que­stione urgente, quella che dà l'importanza caratteristica alla rivoluzione parlamentare del 18 marzo, è dunque la riforma tributaria, la quale può
i> La nuova Sinistra era, per Colombo, quella radicale dell'ori. Fortis che aspira ad uno Stato acecntratorc, onnipotente, promotore e responsabile di ogni forma di attività nazionale, a uno Stato che assorba l'individuo a: vantaggio della collettività.
2) G. COLOMBO il!'7 ottobre 1892, in Industria e poliate nella Storia d'Italia, Scritti scelti: 1861-1916t a cura di C G. Lacaita, Roma-Bari, Cariplo-Latctza, 1985, p. 398.