Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
<
2001
>
pagina
<
485
>
La politica fiscale di R Crispì 485
riguardarsi sotto l'aspetto della giustizia distributiva e delle convenienze economiche .3)
Negli anni successivi furono adottati, specie dai primi governi Depre-tis, alcuni provvedimenti tendenti a diminuire la (pressione della) tassazione diretta per incentivare la produzione: e in effetti, come ho ricordato, indicandone anche le ragioni, il gettito dell'imposta di ricchezza mobile, nei primi cinque anni di governo della Sinistra, diminuì di oltre 5 milioni.4)
Identicamente i governi Depretis-Cairoli intesero mitigare la giustificata durezza delle scelte della Destra storica con formula felice fu definito il periodo eroico della finanza italiana attenuando prima, e eliminando dopo, l'imposta sul macinato anche se gli intenti redistributivi del relativo provvedimento furono neutralizzati dall'intervenuto aumento dei dazi di confine e di altre imposte di fabbricazione nonché del monopolio dei tabacchi.
A ben guardare, però, nessun governo della Sinistra affrontò mai una generale e radicale riforma del sistema tributario 5> anche se Magliani, che, con la Sinistra, per tanti anni rese il Ministero delle finanze,6) nel 1879, la defini indilazionabile. In realtà, fino a quando il pareggio durò, non si toccò un meccanismo che, comunque, raggiungeva il proprio obiettivo principale. Quando poi il pareggio iniziò a vacillare e a sfumare si tenne ben ferma l'indicazione di Magliani per il quale una vera e propria riforma tributaria presupponeva il pareggio e anzi più del pareggio.7)
Indicazione, osservo, tutt'altro che magistrale (le riforme infatti si possono volere e fare proprio per provvedere ai bisogni della finanza) e contraddetta allora da una ancor recente esperienza: se i predecessori di Magliari in particolare Sella e Minghetti, si fossero attenuti a quella regola
9 A. DEPRBTB, l'8 ottobre 1876 in // programma del ministero Depretis, Roma, tip. Barbera, ottobre 1876, p. 29.
*> Si veda G. MARONGIU, La politica fiscale della Sinistra storica (1876-1896), Torino, Einaudi 1996, cap. secondo.
5) Per l'analitica descrizione della loro opera si veda A. PLEBANO, Storia della finanza italiana dalla costituitine del nuovo Regno alla fine del secolo XIX, 3 voli., Torino, 1899, 1900 e 1902, spec. voi. secondo, passim; in particolare Plebano criticò la complessiva politica finanziaria di Crispì, con la creazione a getto, contìnuo;, di sempre nuovi debiti, con gli effetti negativi sulla bilancia commerciale, con la inerzia propositiva sull'ordinamento bancario, conservato sempre In via provvisoria, con la necessità di ripristinare il corso forzoso,
<) Su Magliani sì veda infra al par. nono e anche D. IVONE, .Agostino Magliani tra eco-notata amministrazione e finanza, in Politica economia amministrazione e finanza nell'opera di Agostino Magliani, a cura di A. GUBNZI - D. IVONB, Napoli 1997, pp. 15*47,
Si veda A. MAGLIANI, L'esposizione finanziaria, in Nuova Antologìa, 1876, voi. 31, pp. 822-823.