Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
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2001
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2. Mutarono, invece, i contributi che ciascun cespite diede al gettito fiscale totale.17)
Delle tre imposte dirette, quella sulla ricchezza mobile si sviluppò più di tutte le altre.18)
All'interno della ed. fondiaria aumentò per diverse ragioni,19) il gettito del tributo sui fabbricati (dai 53 milioni del 1876 ai 65 del 1884-85 agli 88 del 1895-96) mentre l'imposta sui terreni che, nell'esercizio 1884-85, aveva reso ancora 124 milioni (al netto delle pesanti sovrimposte locali) con l'esercizio 1885-86 incominciò a declinare e raggiunse circa i 106 milioni nel 1887-88 mantenendosi poi pressoché costantemente a questa altezza.
Questa diminuzione scrisse Sensini fa strano contrasto con l'aumento di quasi tutte le altre, specialmente delle indirette. Quella stessa classe che faceva imporre a proprio vantaggio i dazi di protezione sui cereali, che in molti luoghi spingeva sino all'ultimo limite i dazi comunali come principale cespite di entrata, non dimenticava d'altro canto di rendere più mite quell'imposta che più direttamente veniva a gravare su di essa;20) ma, per la verità, il prelievo fiscale sugli immobili più che raddoppiava per effetto delle sovrimposte locali.
I dazi doganali risentirono delle vicende legate alla scelta protezionistica iniziata nel 1878 e accentuatasi dopo il 1887. Essi, che nel 1878 gettarono 101 milioni, salirono a 134 nel 1879, a 212 nell'esercizio 1884-85, a
aumentò dal 1896 al 1913 da 14 a 17 miliardi. Ma assai più dinamica che nel ventennio precedente fu la crescita reale del PU. Crebbero anche i prezzi. Donde il miglioramento radicale del rapporto. Ma si è anche soggiunto: Ridimensionare il significato dell'esplosione del coefficiente al tempo della Sinistra certo non vuol essere un tentativo di sminuire il valore della politica degli ultimi governi della Destra, che riuscirono, con un drastico incremento del carico fiscale, che contribuì non poco ad allontanarli dal potere, a ridurre il rapporto debìto/Pil (così M. DE CECCO e A. PEDONE, Le istituzioni dell'economia, in Storia dello Stato italiano dall'unità ad oggi, a cura di R. Romanelli, Roma, Donzelli, 1995, p. 271).
17) Per i daó analitici si veda W* A.. REPAC1, La finanza pubblica italiana nel secolo 1861-1960t Bologna, Zanichelli, 1962.
>*) Il gettito di 173 milioni nel 1876 sali a 207 nell'esercizio 1885-1886 e a 290 milioni in quello 1895-1896.
19) L'aumento della popolazione nelle grandi città, il conseguente incremento del reddito dei fabbricati civili, la maggiore materia imponibile dei fabbricati industriali e la maggiore elasticità dei metodi di accertamento,
*) G. SENSINI, Le variazioni dello Stato economico d'Italia nell'ultimo trentennio del secolo XIX, Roma, Loescher, 1890 alle pp. 248-280 ricchissimi dati sulle finanze dello Stato, delle province, dei comuni.