Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <490>
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Gianni Marongiu
Sta di fatto che, mentre la somma dei gettiti delle imposte dirette e dei tributi sugli scambi di ricchezza nel 1876 aveva; raggiunto il 52,22 del totale, superando di quasi 5 punti il totale delle indirette vere e proprie (24,69 quelle sui consumi e 23,09 i monopoli e quindi 47,78), la differenza negli anni successivi scese a scapito delle seconde: 50,61 contro 49,37 nel quin­quennio "7-81, 50,11 contro 49,88 nei cinque anni successivi, 50,22 contro 49,78 nel quinquennio 87/88-91/92.
Quindi, il quinquennio 87/88-91/92, che registrò la massima incidenza e il massimo aumento delle spese militari, registrò anche la più bassa per­centuale del gettito delle imposte dirette e la più alta di quello dei tributi indiretti sui consumi.21)
Si conferma cosi che non la Destra storica ma la Sinistra incrementò lo spazio della imposizione indiretta sui consumi e sui monopoli22
Invece, la politica di potenza, voluta e accentuata da Crispi, fatta in nome del prestigio della Nazione e che perciò, ove avesse avuto successo, sarebbe ricaduta a beneficio dell'intera collettività, avrebbe richiesto, per coerenza, un maggior relativo sforzo di tutti e, quindi, di chi più possedeva.
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3. Detto ciò è, però, altrettanto vero che, se i governi di Depretis si consumarono tra luci e ombre, le seconde si accentuarono in quelli che gli succedettero e che fecero riferimento soprattutto a Francesco Crispi.
Depretis, insomma, e con lui i suoi governi, per lo meno fino a tutto il 1883, avrebbero preso un'onorevole sufficienza da chiunque fossero stati giudicati.
Gli amici avrebbero potuto constatare, in punto di coerenza, che il pa­reggio, assunto quale obiettivo, seppure non inteso più né come un valore né come una regola, era difeso almeno come linea di tendenza. E avrebbero potuto invocare, a conforto del loro benevolo giudizio, la redazione (nel 1877) del testo unico dell'imposta di ricchezza mobile, monumento legislati­vo che attraverserà i decenni fino alla metà del secolo XX, la riduzione (dal 1 settembre 1880) e poi l'abolizione (dal 1 gennaio 1884) della tassa sul macinato e l'ampliamento dell'esenzione concessa ai più modesti redditi di ricchezza mobile; e, per .gli anni successivi, avrebbero potuto ricordare il poderoso sforzo di perequazione individuale del tributo fondiario (1886)
2i SI veda anche F. FORTE, P. BONDONIO, L JoNA QÌLKSJA, li sistema tributario, To­rino, Boringhicti, 1980, pp. 243-244.
22) Uguale fu la tendenza della finanza locale* si veda infra al par. tredicesimo.