Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <500>
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500 Gianni Marangiu m
strativistiche , si facesse politica)58) .è' conseguentemente volle affidato H controllo degli enti locali alla Giunta provinciale amministrativa, presieduta, a sua volta, dal Prefetto.
E non a caso alla stessa logica si ispirò il provvedimento di poco suc­cessivo, relativo alle istituzioni pubbliche di beneficenza.
Disse Crispi che uno dei doveri dello Stato moderno è questo; che l'educazione, l'istruzione e la beneficenza appartengono alla potestà civile; noi ne rivendichiamo l'esercizio ed esso è base alla legge che discutiamo,59 e la legge, che nel 189060> sostituì la precedente del 1862, sancì il principio della laicizzazione delle Opere pie, prevedendo, l'istituzione in ogni Comune di un ente, Congregazione di carità, in cui dovevano confluire quelle Opere pie che non rispondevano più a un effettivo bisogno sociale o che non avevano più il fine originario.
Anche con questi strumenti, e ampliando il consenso, il Governo avrebbe potuto condurre un'azione più energica e concreta e Crispi perse­guire gli obiettivi di fondo del suo disegno ma questo disegno comportava che non fosse minato quel tanto di forza che aveva lo Stato unitario, nazio­nale e laico, né direttamente né indirettamente, e quindi nessuno spazio poteva essere concesso alle forze clericali e antiunitarie che Crispi vedeva sempre in agguato. Di qui il duro atteggiamento repressivo nei confronti dell'operaismo, del socialismo,61) del clericalismo e anche dell'irredentismo. Anch'esso, infatti, repubblicano e francofilo, com'era, metteva in forse uno dei pilastri della politica estera crispina: una guerra per le terre irredente avrebbe fatto saltare la Triplice, avrebbe avvicinato l'Austria alla Francia, dato via libera alle forze clericali e antiunitarie, aperto alla Russia la via del Mediterraneo, avrebbe, in sintesi, perduto l'Italia.
5BJ Signori senatori, la legge che discuriamo è politica e non può essere altrimenti perche la separazione delle funzioni amministrative dalle politiche è stata un desiderio e non una realtà (òri, pp.147-148).
1*4 p; 394.
m Legge 17 luglio 1890.
60 Tra il 1887 e il 1891, anche in conseguenza delia crisi economica e sociale, aumen­tò il numero degli scioperi e delle manifestazioni dei disoccupati, specie gli edili, che sfociarono molto spesso nella violenza; gli uni e le altre si aggiunsero alle agitazioni agrarie particolarmente cruente soprattutto in Lombardia, in Emilia, in Romagna dove più intense erano le trasformazioni agrarie e dove più duro era l'impatto della crisi agraria sui contadini e stri braccianti. Orbene Crispi fu duro nella repressione (un'ondata di arresti' si abbatté, tra il 1889 e il 1890, sul ricostituito Partito operaio), ma tanta diligenza non ottenne i risultati sperati perché, proprio negli anni dei primi governi Crispi, il movimento operaio fece progressi notevoli che sfociarono nella costituzione di unico grande partito socialista: si veda, al riguardo, A. CAPONE, Dtsita t sinistra rit. pp. 537 sgg,