Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <504>
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Gianni Marongiu
E il rilievo non lo si avanza, qui, a livello dell'eccessività delle spese quasi a rimpiangere la mitica stagione in cui esse, dalla Destra storica, erano state ridotte all'osso.
Già allora, con fine intuizione teorica, era stata avanzata da Magliani, che per tanti anni resse il Ministero delle finanze con Depretis e con Crispi, la visione produttivistica dell'attività dello Stato volta a far comprendere i nessi tra l'espansione della spesa pubblica in settori strategici e il possibile sviluppo del Paese. In questo senso va letto il suo studio del 1890, ove, con accenti moderni, superando il concetto tradizionale dell'annualità del pareg­gio, prospettò una visione pluriennale del bilancio e una analisi complessiva del periodo 1882-1886.77)
Stupisce piuttosto che lo stesso Magliani, di fronte alle critiche rivolte­gli per l'eccesso nelle spese militari e nelle opere pubbliche, sempre si difese assumendo che esse erano straordinarie, transeunti, eccezionali(!). In coe­renza con i suoi propositi e con il suo approccio culturale la risposta avreb­be dovuto avvenire, a livello fiscale, elaborando e introducendo nuovi stru­menti che rendessero l'ordinamento tributario più equo e più elastico. Fin dal 1879 definì indilazionabile una riforma del sistema tributario e poi non ne fece nulla di questo suo giudizio, né quando il bilancio era in pareg­gio né quando era in rosso. Fin dal 1874 capì l'utilità di una forma di imposizione progressiva applicata ai tributi indiziari sulle spese, ma mai intese formulare un conseguente disegno di legge e tanto meno proporlo. E ancora. Quando tra il 1885 e il 1886 si discusse diffusamente della perequa­zione fondiaria e del progettato catasto geometrico-estimativo, un ministro delle Finanze, che avesse voluto e saputo svolgere un ruolo, avrebbe dovuto fare presente che, rispetto al giustamente lodato catasto teresiano, tanta acqua era passata sotto i ponti.
E infine, quando di fronte ai dati preoccupantissimi dei due esercizi 1887-88 e 1888-89, Magliani decise di intervenire sul versante fiscale propo­se (nell'aprile del 1887 e poi ancora nel maggio e nel dicembre del 1888) la provvisoria sospensione dell'abolizione del secondo e del terzo decimo dell'imposta fondiaria e l'aumento dell'imposta sul sale, esponendosi alla duplice facile obiezione di non sapere mantenere le agevolazioni appena promesse e concesse e di volere vessare ancora una volta i più deboli .7 Magliani sembrò, così, vivere di ripieghi, di ritocchi, di concessioni, di
7*1 Si veda A. MAGUÀNI La finanza italiana, in Nuova Antologia, voi. 109, 1 gennaio 1890, pp, 94-98.
5 Si veda ampiitts} G, MARONGIU, La politica focale della Sinistra storica eie, pp. 540-544.