Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
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2001
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505
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La politica fiscale di F. Crispi 505
artifizi e istanze , come Sonnino gli rimproverò in un discorso79) che segnò l'epitaffio del ministro che, di li a pochi mesi, si dimise.80)
* se
10. I nuovi, rilevanti compiti attribuiti allo Stato in politica estera, interna ed economica, finirono, così, per essere sostenuti da un ordinamento tributario che, nella sua struttura, era ancora quello con cui la Destra storica aveva finanziato il risanamento dei conti pubblici, una politica non meno importante, ma assai diversa: di qui i continui e ripetuti appelli di Crispi a ripensare ai danni e anche agli errori del passato ma soprattutto a non intralciare la via del Governo perché ogni ostacolo che voi mettete al Governo non arreca vantaggio alla Nazione .81)
Lo sottolineò, già nel 1890, Antonio Salandra che si profilava un contrasto tra le vistose idealità legislative e le dure necessità arnministrative e finanziarie: un caso del contrasto fra le alte aspirazioni e i mezzi limitati 82> e non fu il solo a denunciare la finanza che già allora fu definita illusionista .83)
In effetti Crispi sembrò vagheggiare l'idea di una nuova imposta a larga base e non sarebbe stato alieno del ristabilimento del macinato se non avesse tenuto le ire degli amici che lo avevano abolito.
Vi contribuirono, alla mancata ideazione dei relativi progetti, diffidenza, paure e interessi, ma anche, almeno fino a quando governò Crispi, la
793 Si veda S. SONNINO, 14 maggio 1888, in Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, leg. XVT, sess. II, Discussione, p. 2593.
*) Sulle crescenti spese militari e ferroviarie, sulla copertura politica data da Crispi a Magnani (L'Italia ha superato maggiori difficoltà di quelle che oggi le si presentano disse iì primo alla Camera il 4 febbraio 1888, con il solito appello che gli valse l'approvazione dell'assestamento del bilancio 1887-1888), sull'incremento del dazio sullo zucchero e poi di quello, ulteriore, sul grano (17 maggio 1888), sul distacco della maggioranza dal ministro delle finanze, sul proposto aumento del prezzo del sale e sulle dimissioni di Magliani (il 29 dicembre 1888) si veda G. MARONGltj, La politica fiscale della Sinistra storica, cit., pp. 349-361.
W) F. CRISPI, il 27 giugno 1888 alla Camera, in Discorsi parlamentari cit., voi. IH, pp. 90-92.
m Così A. SALANDRA, Discorsi parlamentari, 3 voli. Roma, 1969, voi. primo, p. 125.
M> Si veda A. PLEBANO, Storia della finanza italiana cit, voi. terzo, passim, e soprattutto p. 558; la locuzione, mostrando un notevole anticonformismo, fu ripresa da G. CARANO-DONvTTO, La politica finanziaria ed economica durante II governo di Francesco Crispi, in La "Riforma Sociali, 1931, pp. 297 sgg. e spi ampie citazioni degli articoli, assai critici, di ANTONIO DE VITI e di GIUSTINO FORTUNATO.