Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
<
2001
>
pagina
<
508
>
508 Gianni Marongiu
era dovere di patriottismo non discutere ma accogliere con favore qualunque proposta di spesa riguardasse le cose militari.9
Non la pensavano più tutti così né alla Camera né nel paese ove montavano l'ostilità e l'insofferenza per l'autoritarismo e per la megalomania crispina, specie negli ambienti conservatori e moderati e in particolare tra gli industriali e i finanzieri della progredita Lombardia.
Queste difficoltà, in definitiva, determinarono la caduta del governo Crispi nel gennaio del 1891, anche se il motivo occasionale fii dato dall'infelice, ma non imprevedibile, scatto d'ira cui Crispi si lasciò andare verso la Destra storica. A Bonghi che, durante la discussione di un provvedimento finanziario, ricordò come la Destra (di Minghetti e di Sella) avesse raggiunto il pareggio, Crispi, il 31 gennaio 1891, replicò, con tono violento e risentito, Potrei rispondere ... come le finanze d'og siano in condizioni abbastanza migliori di quelle d'allora (Risa-Commenti) e soggiunse: Potrei dire qualcosa di più: che allora non avevate né esercito, né flotta e che si devono a voi i danni di una politica servile verso lo straniero .93)
La reazione fu durissima. Rudi ni e i settori moderati della Camera balzarono in piedi apostrofando il presidente del Consiglio; il ministro Finali abbandonò il suo posto di governo; Luigi Luzzara" pronunziò una commossa difesa delle sacre memorie .
Scrisse Arangio-Ruiz che Il Crispi, acceso in volto, col cranio rosso, con le braccia conserte, attese che il tumulto si sedasse alquanto, e sfidando l'assemblea, continuò: "Questo voto all'estero dirà se l'Italia vuole un governo forte o se vuole ritornare a quei governi che con le esitazioni e le incertezze produssero il discredito del nostro paese".94)
Il tumulto si rinnovò violento. La maggioranza abbandonò Crispi che, battuto da 186 voti contrari (123 furono i voti favorevoli, 7 gli astenuti), si dimise.95)
92J Cosi F. CRISPI, il 20 dicembre 1891 in Discorsi parlamentari cit, voi. tento, p. 649 e anche, ex plurimisy il 22 dicembre 1888, ivi, voi. terzo, pp. 234-235.
99 F. CRISPI, in Discorsi parlamentari cit., voi. terzo, p. 619. Crispi lo disse con la consueta irruenza ma era un refrain della cultura della Sinistra storica che la politica della lesina della Destra aveva avuto una negativa ripercussione sul credito internazionale onde alla strategia difensivista di Cesare Ricotti, ministro della guerra con Minghetti, andava sostituita, come disse il napoletano Luigi Mezzacapo, titolare dello stesso discastero nel primo governo Depreti s (1876), una strategia offensi vistici, mutuata dalla scuola prussiana (si veda O. Bovio, Storia dell'esercito italiano (1861-1990), Roma, 1996, p. 109).
*) Cosi A. ARANCIO RUIZ, Storia costituzionale del Regno d'Italia, pref. di L. Ella, in-trod. di L. Chiassare, Napoli, Jovene, 1985 (1 ed., Firenze, avelli, 1898), p. 472.
9*) Per k valutazione politica della vicenda si veda F. CAM MARANO, Storia politica dell'Italia liberale. L'età del liberalismo classico 1861-1901 Roma-Bari, Laterza, 1999, pp. 223-224.