Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
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2001
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510 Gianni Maronpu
la difesa di una industria nazionale,100) una pesante recessione e una drammatica emigrazione Wlf negli anni in cui governò Crìspi, si intrecciò anche con il suo mio misogollismo e, dal 1888, con la infelicissima guerra commerciale con la Francia.102)
Già allora lucidissima e antiveggente fu Fanalisi delle interconnessioni tra tariffe doganali, ferroviarie e marittime103) e soggiungo che, non a caso, Crìspi, anche con le riforme che promosse, volle dotare l'Italia di una struttura tecnico-burocratica più moderna e più efficiente: fessa doveva essere in grado di aiutare gli ambienti finanziari, industriali, economici del paese in una prospettiva volta a difenderli e irrobustirli.
Oggi, mi sembra di poterlo scrivere senza timore di smentite, risultano superate le valutazioni radicalmente negative di alcuni illustri e noti studiosi
E accantonata la tesi di un blocco organico agrario-industriale come punto d'approdo di tutto il processo costitutivo dello Stato borghese, mentre la prevalenza (allora affermata) di interessi puramente parassitari a fondamento del protezionismo è contraddetta dalla constatazione che, nello stesso settore agrario, i vantaggi maggiori furono (non dei latifondisti meridionali ma) dei proprietari e degli affittuari capitalisti del Nord che, sotto la protezione delle tariffe doganali, avviarono importanti processi di ammodernamento dell'agricoltura. E sotto un altro profilo si dubita che l'abbandono della politica protezionista avrebbe miracolosamente assicurato la redenzione del Sud (quasi che in essa soltanto fosse da ravvisare il peccato
10) Soprattutto Rosario Romeo ha rivendicato il ruolo positivo svolto dallo Stato nella determinazione delle condizioni del decollo industriale: si veda solo esemplificativamente, R. ROMEO, La Stato e l'impresa privata nello sviluppo economico italiano, in AA.W., L'indu-striaUqgaqione in Italia (1861-1990), a cura di G. Mori, Bologna, Il Mulino, 1981 (la ed. 1977).
u"> Esse coinvolsero, nel bene e nel male, milioni di persone e crearono imo scenario dominato da fenomeni di impoverimento e da durissimi conflitti di classe si veda V. CASTRONOVO, Storia econòmica d'Italia. Dall'Ottocento ai pomi nostri, Torino, Piccola Biblioteca Einaudi, 1995, spec pp, 35-88.
KB) Pur giovando ai traffici italiani con la Germania, con la Svizzera e anche con l'Inghilterra e con il Belgio, essa nacque pesantemente agli interessi commerciali della Francia e dell'Italia riducendo a metà gli scambi reciproci e, quanto alla seconda, colpi prevalentemente, il mondo agricolo e in particolare le regioni meridionali nelle quali si era dato un grande sviluppo alle monoculture dei prodotti destina ti all'esportazione, gli olived, i vigneti, i frutteti. Bene la narrò, quella guerra, chi cercò di opporvisi e dieci anni dopo (1898) ebbe l'onore e l'onere di ricondurre la Francia all'auspicata riconciliazione (L LuzzATTt, Memorie autobiografiche e farteli, 2 voli. (1841-'1876 e 1876-1900), Bologna, Zanichelli, 1931 e 1;93'5 voi. secondo.
><Q> Si vedano le osservazioni svolte alla Camera il 18-19 novembre 1884 da L. LUZZATTl, Memorie ctr., voi- secondo pp. 170*174.