Rassegna storica del Risorgimento

Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno <2001>   pagina <512>
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Gianni Marongiu
sui meno agiati. Altro è a dirsi soggiunse Magliani del dazio di con­fine ... perché il maggior prezzo del grano si risolverebbe in una imposta di cui la minima parte soltanto andrebbe ad aumentare i proventi del pubblico erario (Omissis).
Infatti, argomentò ampiamente il Ministro, determinandosi il prezzo di vendita dei prodotti al livello dei maggiori costi dei terreni marginali (quelli che senza il dazio protettivo non sarebbero stati posti neppure a coltura), si sarebbe creata, come si creò, una sovrarendita a favore dei proprietari dei terreni che producevano nelle migliori condizioni e cioè a costi inferi ori.1*)
Ebbene, un tributo personale e moderatamente progressivo sulla capa­cità contributiva di singoli, proprio perché avrebbe gravato su coloro che non erano certo meritevoli di comprensione, avrebbe contribuito a rie­quilibrare la bilancia della giustizia. È ciò che compresero anche gli junkers prussiani109) ma è proprio ciò che paventavano i possidentes che tanto so­stennero i governi di Crispi.
In secondo luogo occorre considerare che se valutate sul piano eco­nomico le tariffe doganali consentivano, nella crisi internazionale, di mante­nere i prezzi stabili e di difendere la nascente industrializzazione italiana, esse contribuivano, però, anche a deprimere la domanda.
Ecco allora la concreta, effettiva alternativa che si sarebbe potuto se­guire senza abbandonare la linea della protezione.
Proprio perché la domanda interna, già compressa dalla elevata tariffa doganale, avrebbe tratto un qualche respiro dall'alleggerimento di una leva fiscale pesante e giocata per di più sulla consistente e prevalente presenza di imposte indirette sui consumi, si sarebbe potuto o ridimensionare la politica estera megalomane o, se ad essa non si fosse inteso rinunciare, almeno, (si sarebbe potuto) evitare l'effetto accumulo e alleggerire il peso delle imposte di consumo, diverse dai dazi doganali, che gravavano sui ceti più modesti, integrandole e compensandole con qualche nuovo strumento fiscale.
Ma Crispi, e chi con lui governò, questa chance che, ripeto, non avreb­be inciso sul protezionismo, non seppe e non volle coglierla.
* *
13. Si persegui la via di un imperialismo di imitazione senza atte­nuare il peso dei tributi interni sui consumi come esigevano la giustizia e
ÌOff) Così A. MAGUANi, Atti Parlamentari, Camera dei Deputati, leg. XX, 1885, sess. unica, dee. 373, pp. 229-230.
Km gì veda infra al par. diciassettesimo sulle riforme in Prussia.