Rassegna storica del Risorgimento
Italia. Storia amministrativa. Secolo XIX
anno
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2001
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pagina
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515
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La polìtica fiscale dì F. Crìspt 515
Meno avvertite ma non meno pesanti erano le discriminazioni che ne risultavano tra Comune e Comune,
Dirà Giovanni Giolitti nel 1899: Ora senta la Camera quali enormi disuguaglianze esistono tra Comune e Comune! Nelle città di Pisa e di Milano il provento della sovrimposta comunale sui fabbricati rappresenta il 57 per cento di ciò che rende il dazio di consumo comunale; vale a dire che, in quelle due città, Ì contribuenti pagano 100 per dazio consumo e 57 per sovrimposta sui fabbricati. Questa proporzione scende per Firenze e per Udine al 48 per cento, per Padova al 46 per cento, per Forlì al 38, per Genova al 24, per Torino al 23 per cento; poi scende giù, giù, ed arriva per Bari al 15 per cento, per Parma e Siena al 13 per cento, per Messina all'8 per cento, per Reggio Calabria al 7 per cento, per Catania al 3 per cento. Il che vuol dire che ci sono città nelle quali i proprietari di fabbricati non concorrono alle spese comunali che per il 3, il 7, l'8, il 9, il 10 per cento di ciò che pagano i contribuenti del dazio consumo, mentre, in altre città, si arriva al 57 per cento; e notiamo la gravissima circostanza che il dazio consumo è proporzionalmente più grave dove minore è il consumo delle carne e del vino, e dove per conseguenza il dazio consumo grava più specialmente sui generi di prima necessità. Questo indica, secondo me, la necessità di uno studio profondo per determinare dove sia stato offeso il principio della giustizia distributiva fra le varie classi sociali, e che probabilmente non basterà un'azione di Governo, ma sarà necessaria qualche disposizione legislativa per ristabilire l'uguaglianza (Approvazioni - Commenti).121)
Sotto un profilo ancora più generale, la discriminazione maggiore si consumò a danno dell'Italia meridionale come conseguenza sia di scelte locali ben precise (frutto di vecchie stratificazioni sociali e dei diversi rapporti di forza nelle diversificate realtà comunali)122) sia soprattutto del diverso erado obiettivo di sviluppo economico raggiunto nelle varie zone del paese.
E evidente, infatti, che in una struttura produttiva ... basata quasi esclusivamente sull'attività agricola, cioè sulla produzione di derrate alimentari, per la maggior parte dirette al fabbisogno dei centri urbani locali, il dazio sui consumi doveva costituire l'unica e la principale fonte di reddito
I2U Così .0 lOLfrTl, in Discorsi parlamentari, 4 voli., Roma, voi. secondo, pp. 579-590.
122) Tutta la letteratura meridionalistica aveva già descritto la miserrima vita nei Comuni rurali meridionali, dominati e amrninistrativ direttamente o indirettamente, da una oligarchia proprietaria.